Proteste in Egitto contro decreto che estende i poteri di Morsi

23 nov – Mohamed Mursi è sempre più l’uomo forte dell’Egitto. Con la dichiarazione costituzionale pronunciata ieri, il presidente ha rinsaldato il potere nelle sue mani, ha estromesso il procuratore generale e ha posto l’assemblea costituente al riparo dai ricorsi della magistratura.

Un insieme di provvedimenti che, secondo il leader laico Hamdin Sabahi, rappresentano un golpe contro la democrazia.

Intanto, ieri sera sono continuati gli scontri tra dimostranti e polizia vicino all’Università Americana al Cairo.

“Non ci sono scuse – dice un abitante della zona – per l’uso della violenza tra noi e le forze del ministero dell’Interno.”

“Da 4 giorni le forze di sicurezza ci stanno attaccando – lamenta una giovane donna -. Mursi è uguale a Mubarak, la situazione sta peggiorando, siamo stanchi, non c‘è nessun cambiamento.”

Gli incidenti erano cominciati il 19 novembre, durante una manifestazione che commemorava le vittime della repressione di un anno fa a Mohamed Mahmoud Street.

A queste proteste oggi si aggiungono quelle indette da gruppi dell’opposizione contro le nuove decisioni del presidente.



   

 

 

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