Siria, ribelli CNS: ci servono 60 miliardi di dollari

22 nov – Servono aiuti dall’estero per 60 miliardi di dollari per ricostruire la Siria e assistere i rifugiati una volta che sara’ rovesciato il regime del presidente Bashar al-Assad.

Lo ha sottolineato George Sabra, leader del Consiglio nazionale siriano (Cns), uno dei principali raggruppamenti dell’opposizione al regime di Damasco, il quale ha lanciato un appello alla comunita’ internazionale.

“La Lega Araba e la comunita’ internazionale, dei quali la Siria e’ Paese membro, hanno il dovere di aiutarci”, ha dichiarato Sabra, parlando con la stampa in vista di un incontro a Dubai mirato a promuovere gli investimenti privati nella Siria del post-Assad. Il leader del Cns, citato dal sito web del ‘Wall Street Journal’, ha precisato che servono 60 miliardi di dollari per affrontare le emergenze nei sei mesi successivi alla caduta del regime e che gli aiuti saranno chiesti “in una fase successiva”.

L’opposizione siriana, che a inizio mese a Doha si e’ unita in un nuovo raggruppamento, sta cercando di assicurarsi investimenti nelle aree del Paese controllate dai ribelli, come ha spiegato Osama Qadi, economista ed esponente dell’opposizione. Qadi ha affermato che i 60 miliardi di dollari serviranno a ricostruire citta’ come Aleppo e Homs, devastate da un conflitto che va avanti ormai da circa 20 mesi e assistere i circa 5 milioni di siriani che hanno lasciato il Paese o sono rifugiati interni. AKI



   

 

 

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