Referendum, lettera Di Pietro a Tarantola (Rai): informare i cittadini

15 nov – Il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, ha inviato una lettera al Presidente della Rai, Anna Maria Tarantola, e ai componenti del CdA Rai per denunciare la mancata informazione da parte del servizio pubblico sui quattro referendum, come previsto dalla nostra Costituzione.

”Illustre Presidente, come Lei sa – si legge nel testo – e’ in corso in tutta Italia la raccolta delle firme per quattro referendum popolari per la cancellazione del finanziamento pubblico dei partiti, della ”diaria” percepita dai parlamentari e di norme della ”legge Fornero” relative alle modifiche dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e le deroghe ai diritti previsti dai contratti nazionali di lavoro stabilite da normative approvate dal precedente Governo. Si tratta di argomenti di grandissima rilevanza politica e sociale che non possono essere ignorati o marginalizzati dal Servizio pubblico radiotelevisivo.

Purtroppo, alla luce dei dati di fatto e di cio’ che i cittadini possono constatare direttamente, la RAI ha dato e sta dando scarsissimo rilievo ai temi oggetto dei referendum’‘.

”Nei telegiornali, nei giornali radio e nelle trasmissioni di approfondimento giornalistico, vi sono solo scarsissime tracce dell’attivita’ di raccolta delle firme e mancano totalmente discussioni e confronti sulle questioni oggetto dei quesiti referendari. In passato, in occasione analoghe a quelle attuali, la Rai, anche su impulso della Commissione parlamentare di vigilanza, si e’ adoperata per far si’ che, nella fase della raccolta delle firme, il servizio pubblico radiotelevisivo aprisse la propria programmazione radiofonica e televisiva all’approfondimento e al confronto sui problemi oggetto dei referendum.

Come forza politica promotrice, insieme a SEL, ai Verdi, al Pdc, al Prc, alla Fiom, a ”Lavoro e societa”’ della Cgil, ”alla Cgil che vogliamo”, ad Alba, ad art.21, dei referendum popolari, Le chiedo – rimarca Di Pietro – un immediato intervento che assicuri, attraverso una informazione corretta e completa, il rispetto dell’unico strumento previsto dalla nostra Costituzione per dare direttamente la parola ai cittadini.

Certo della Sua sensibilita’ sul ruolo e la funzione del servizio pubblico radiotelevisivo, resto in attesa di una Sua risposta che mi auguro positiva”. asca

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