Alla Grecia costeranno 32 mld di euro i 2 anni concessi per riduzione deficit

13 nov – La riunione dei ministri delle Finanze dell’Eurozona svoltasi ieri a Bruxelles e dominata dalla crisi greca è terminata attorno alle 23 con la decisione di dare più tempo ad Atene per raggiungere i suoi obiettivi strutturali di bilancio, con il rinvio della decisione sull’esborso della nuova ‘tranche’ degli aiuti finanziari alla Grecia e con la constatazione di un evidente disaccordo fra l’Eurogruppo e l’Fmi, rappresentato dal suo direttore Christine Lagarde, sulla cosiddetta ‘analisi di sostenibilità’ del debito ellenico.

L’Eurogruppo, come indica il comunicato finale della riunione, ha accettato come “appropriata in vista dei recenti sviluppi economici” la richiesta del governo di Atene di rinviare di due anni (ovvero al 2016) i due obiettivi di bilancio inizialmente previsti per il 2014: portare al 3% il rapporto deficit/Pil e al 4,5% l’avanzo primario (ossia al netto degli interessi sul debito).

Un rinvio che comporterà comunque un costo, in termini di bisogni finanziari aggiuntivi per la Grecia, stimato dalla Troika (la missione congiunta ad Atene di Bce, Fmi e Commissione europea) a 15 miliardi di euro per il 2014 e 17,6 miliardi nel 2015-2016.

Il via libera per l’esborso della nuova ‘tranche’ di 31,2 miliardi di euro del prestito per Atene è stato invece rinviato a un’ulteriore riunione dei ministri finanziari convocata per martedì prossimo, 20 novembre, secondo quanto ha annunciato il presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, nella conferenza stampa finale di ieri notte. tmnews



   

 

 

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