Dalla UE 167 milioni di euro all’Italia per gli immigrati

Non conosciamo la data di questo documento e lo pubblichiamo, anche se in ritardo, a titolo informativo.

Adottando i programmi nazionali per il Fondo europeo per i rimpatri e per l’integrazione dei cittadini dei paesi terzi, la Commissione europea ha approvato uno stanziamento totale di 167 milioni di euro da destinare all’Italia da qui al 2013.

Il Fondo europeo per l’integrazione di cittadini di paesi terzi e il Fondo europeo per i rimpatri sono due strumenti finanziari del programma generale Solidarietà e gestione dei flussi migratori, volto a promuovere l’equa ripartizione tra gli Stati membri delle responsabilità che derivano dall’introduzione della gestione integrata delle frontiere esterne e dall’attuazione di politiche comuni in materia d’asilo e d’immigrazione (altri strumenti finanziari del medesimo programma sono il “Fondo per le frontiere esterne” e il “Fondo europeo per i rifugiati”.

In concreto, il Fondo europeo per i rimpatri ha istitutito un meccanismo di solidarietà finanziaria destinato a sostenere gli sforzi compiuti dagli Stati membri per migliorare la gestione dei rimpatri in tutte le sue dimensioni sulla base del principio della gestione integrata dei rimpatri, con una preferenza per i rimpatri volontari e al fine di favorire un’applicazione equa ed efficace di norme comuni in materia di rimpatrio. Il Fondo sostiene anche azioni di rimpatrio svolte congiuntamente da diversi Stati membri.

Il bilancio generale del Fondo per il periodo 2008-2013 è pari a 676 milioni di euro, così suddivisi: * 632,9 milioni di euro distribuiti tra gli Stati membri secondo criteri oggettivi, ossia in base al numero dei cittadini di paesi terzi che sono o sono stati soggetti a misure di rimpatrio; * 43,1 milioni di euro (il 7% delle risorse totali annue per ogni anno a partire dal 2009) gestiti direttamente dalla Commissione e destinati ad azioni comunitarie. Per quanto riguarda l’Italia, il Fondo assegna 71 milioni di euro per le seguenti priorità strategiche: 1. sviluppo di un approccio strategico per la gestione dei rimpatri; 2. cooperazione tra gli Stati membri nella gestione dei rimpatri; 3. strumenti innovativi specifici (inter)nazionali per la gestione dei rimpatri; 4. sostegno alle norme e alle migliori pratiche comunitarie sulla gestione dei rimpatri. Fra i progetti finanziati dal programma annuale 2008 in Italia figurano: * la mappatura delle principali comunità di migranti in Italia, volta a identificare gli eventuali immigrati irregolari che potrebbero optare per un rimpatrio volontario; * programmi di rimpatrio volontario assistito e di reinserimento per gruppi vulnerabili; * l’organizzazione di voli charter di rimpatrio in cooperazione con altri Stati membri e con l’agenzia FRONTEX.

Il Fondo europeo per l’integrazione dovrebbe sostenere invece le politiche nazionali in favore dei cittadini di paesi terzi, provenienti da contesti economici, culturali, religiosi, linguistici ed etnici diversi, aumentando la capacità degli Stati membri di sviluppare e attuare strategie nazionali di integrazione in tutti gli aspetti della società. Il bilancio generale del Fondo per il periodo 2007-2013 è pari a 825 milioni di euro, così suddivisi: * il 93% distribuito tra gli Stati membri, secondo un criterio di solidarietà basato sul numero dei cittadini di paesi terzi che soggiornano legalmente sul territorio di ciascuno di essi; * il 7% gestito direttamente dalla Commissione e destinato ad azioni comunitarie.

È stato pubblicato l’invito a presentare proposte per le azioni comunitarie del 2008. Possono essere finanziati progetti transnazionali come la creazione di reti, progetti pilota, campagne di sensibilizzazione e studi nel settore dell’integrazione. I 96 milioni di euro destinati all’Italia per l’integrazione saranno destinati alle seguenti priorità: 1. mettere in pratica i “principi fondamentali comuni della politica di integrazione degli immigrati nell’Unione europea”; 2. sviluppare indicatori e metodi per misurare i progressi, adeguare politiche e misure e agevolare il coordinamento dell’apprendimento comparativo; 3. consolidare le capacità politiche e il coordinamento e migliorare le competenze interculturali negli Stati membri, ai vari livelli e nei vari settori dell’amministrazione; 4. scambiare con gli altri Stati membri esperienze, buone pratiche e informazioni sull’integrazione. Fra i progetti finanziati dai programmi annuali 2007 e 2008 in Italia figurano: * programmi innovativi di integrazione, anche per i giovani; * un portale multilingue sull’immigrazione; * misure per migliorare l’accesso dei migranti al mercato del lavoro del paese di origine. Osservatorio Inca-Cgil, de.it.press

 

http://www.comites-hannover.de/italiano/attualita/Immigrazione%20%20all%20Italia%2071%20milioni%20di%20euro%20per%20i%20rimpatri%20e%2096%20milioni%20per%20l%27integrazione.pdf

Adottando i programmi nazionali per il Fondo europeo per i rimpatri e per l’integrazione dei cittadini dei paesi terzi, la Commissione europea ha approvato uno stanziamento totale di 167 milioni di euro da destinare all’Italia da qui al 2013.

Il Fondo europeo per l’integrazione di cittadini di paesi terzi e il Fondo europeo per i rimpatri sono due strumenti finanziari del programma generale Solidarietà e gestione dei flussi migratori, volto a promuovere l’equa ripartizione tra gli Stati membri delle responsabilità che derivano dall’introduzione della gestione integrata delle frontiere esterne e dall’attuazione di politiche comuni in materia d’asilo e d’immigrazione (altri strumenti finanziari del medesimo programma sono il “Fondo per le frontiere esterne” e il “Fondo europeo per i rifugiati”.

In concreto, il Fondo europeo per i rimpatri ha istitutito un meccanismo di solidarietà finanziaria destinato a sostenere gli sforzi compiuti dagli Stati membri per migliorare la gestione dei rimpatri in tutte le sue dimensioni sulla base del principio della gestione integrata dei rimpatri, con una preferenza per i rimpatri volontari e al fine di favorire un’applicazione equa ed efficace di norme comuni in materia di rimpatrio. Il Fondo sostiene anche azioni di rimpatrio svolte congiuntamente da diversi Stati membri.

Il bilancio generale del Fondo per il periodo 2008-2013 è pari a 676 milioni di euro, così suddivisi: * 632,9 milioni di euro distribuiti tra gli Stati membri secondo criteri oggettivi, ossia in base al numero dei cittadini di paesi terzi che sono o sono stati soggetti a misure di rimpatrio; * 43,1 milioni di euro (il 7% delle risorse totali annue per ogni anno a partire dal 2009) gestiti direttamente dalla Commissione e destinati ad azioni comunitarie. Per quanto riguarda l’Italia, il Fondo assegna 71 milioni di euro per le seguenti priorità strategiche: 1. sviluppo di un approccio strategico per la gestione dei rimpatri; 2. cooperazione tra gli Stati membri nella gestione dei rimpatri; 3. strumenti innovativi specifici (inter)nazionali per la gestione dei rimpatri; 4. sostegno alle norme e alle migliori pratiche comunitarie sulla gestione dei rimpatri. Fra i progetti finanziati dal programma annuale 2008 in Italia figurano: * la mappatura delle principali comunità di migranti in Italia, volta a identificare gli eventuali immigrati irregolari che potrebbero optare per un rimpatrio volontario; * programmi di rimpatrio volontario assistito e di reinserimento per gruppi vulnerabili; * l’organizzazione di voli charter di rimpatrio in cooperazione con altri Stati membri e con l’agenzia FRONTEX.

Il Fondo europeo per l’integrazione dovrebbe sostenere invece le politiche nazionali in favore dei cittadini di paesi terzi, provenienti da contesti economici, culturali, religiosi, linguistici ed etnici diversi, aumentando la capacità degli Stati membri di sviluppare e attuare strategie nazionali di integrazione in tutti gli aspetti della società. Il bilancio generale del Fondo per il periodo 2007-2013 è pari a 825 milioni di euro, così suddivisi: * il 93% distribuito tra gli Stati membri, secondo un criterio di solidarietà basato sul numero dei cittadini di paesi terzi che soggiornano legalmente sul territorio di ciascuno di essi; * il 7% gestito direttamente dalla Commissione e destinato ad azioni comunitarie.

È stato pubblicato l’invito a presentare proposte per le azioni comunitarie del 2008. Possono essere finanziati progetti transnazionali come la creazione di reti, progetti pilota, campagne di sensibilizzazione e studi nel settore dell’integrazione. I 96 milioni di euro destinati all’Italia per l’integrazione saranno destinati alle seguenti priorità: 1. mettere in pratica i “principi fondamentali comuni della politica di integrazione degli immigrati nell’Unione europea”; 2. sviluppare indicatori e metodi per misurare i progressi, adeguare politiche e misure e agevolare il coordinamento dell’apprendimento comparativo; 3. consolidare le capacità politiche e il coordinamento e migliorare le competenze interculturali negli Stati membri, ai vari livelli e nei vari settori dell’amministrazione; 4. scambiare con gli altri Stati membri esperienze, buone pratiche e informazioni sull’integrazione. Fra i progetti finanziati dai programmi annuali 2007 e 2008 in Italia figurano: * programmi innovativi di integrazione, anche per i giovani; * un portale multilingue sull’immigrazione; * misure per migliorare l’accesso dei migranti al mercato del lavoro del paese di origine. Osservatorio Inca-Cgil, de.it.press



   

 

 

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