Fiat, Serbia: salario 300 euro al mese e turni di 10 ore, proteste

8 NOV – Gli operai serbi dello stabilimento Fiat di Kragujevac (Serbia centrale), dove si produce la nuova 500L, non sono soddisfatti ne’ del nuovo orario di lavoro – quattro giorni per turni di dieci ore – ne’ dell’ammontare del salario.

I rappresentanti del sindacato interno hanno avuto per questo un incontro con la direzione dell’impianto (Fas, Fiat Automobili Srbija), che avrebbe promesso aumenti delle paghe, che oscillano attualmente fra i 32 mila e i 34 mila dinari (283-300 euro) al mese.

Come hanno riferito i media a Belgrado, per ora sara’ aumentata del 25% la paga di novembre per tutti quegli operai che hanno fatto lavoro straordinario. Tale attivita’ aggiuntiva – quattro ore il venerdi’ – si e’ resa necessaroa a causa della richiesta sostenuta del nuovo modello di 500L sul mercato europeo – ha riferito l’agenzia FoNet. La settimana lavorativa di quattro giorni (lunedi’, martedi’, mercoledi’, giovedi’) per dieci ore di attivita’ e’ stata introdotta dalla direzione di Fiat Srbija per la prima volta in via sperimentale nella fabbrica di Kragujevac.

Il presidente del sindacato Zoran Mihajlovic ha detto che i lavoratori sono del tutto insoddisfatti di tale orario di lavoro, definito ‘insopportabile’. Attualmente alla Fas sono in attivita’ 2.500 lavoratori, e per la fine dell’anno e’ prevista l’assunzione di altri 150 operai. I salari, ha sottolineato, sono di cinque volte inferiori a quelli dei loro colleghi italiani e tre volte piu’ bassi degli operai Fiat in Polonia.

Per ora, ha detto Mihajlovic, non vi saranno azioni di protesta poiche’ si e’ voluto dare una chance al negoziato con la direzione della Fiat, alla quale ”chiediamo il ritorno all’orario di otto ore e un aumento del salario”. (ANSAmed)



   

 

 

1 Commento per “Fiat, Serbia: salario 300 euro al mese e turni di 10 ore, proteste”

  1. Domenica macchi

    Marchionne rappresenta la logica del padrone ai tempi della prima rivoluzione industriale.Bene gli sta ea tutti quelli che hanno de localizzato solo per aumentare i loro profitti a dismisura sulla pelle dei lavoratori. Le proteste prima o poi ci saranno, non appena gli operai avranno acquisito la coscienza della loro dignità che questi imprenditori senza scrupoli pensano di comprare con quattro soldi. In Italia sono rimasti i piccoli imprenditori che stanno resistendo ad oltranza per non chiudere e non licenziare. E lo stato in tutto questo e’ latitante.

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