Voto anticipato, no del Quirinale: “Non ci sono né le condizioni né i motivi”

3 nov – “Non si coglie il senso del parlare a vuoto di elezioni anticipate non essendone presentate le condizioni e non emergendo motivazioni plausibili”.

Il Quirinale boccia così l’ipotesi di voto anticipato, caldeggiata da diversi esponenti politici primo fra questi il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini e ben vista soprtattuto del Pdl. L’idea sarebbe quella di un voto a febbraio accorpando, in un election day, le regionali di Lazio e Lombardia.

Ma con il pronunciamento del Colle la questione, per il Pdl, non è chiusa. “Per fortuna non siamo ancora nelle condizioni in cui il Capo dello Stato – afferma il coordinatore Sandro Bondi – possa sbrigativamente e con un certo sussiego accantonare una questione, come quella dell’accorpamento delle elezioni, in merito alla quale nei giorni scorsi numerosi esponenti politici, appartenenti a schieramenti diversi, avevano espresso in maniera disinteressata posizioni di assoluto buonsenso e ragionevolezza”.

Anche per l’ex ministro e parlamentare del Pdl Gianfranco Rotondi ”Casini e Alfano indicano un percorso illuminato che risparmia al Paese sei mesi di campagna elettorale rischiosa per la tenuta delle istituzioni democratiche”.

Contro il no di Napolitano anche il segretario de La Destra Francesco Storace che da twitter attacca: “Per il Colle risparmiare cento milioni di euro con l’election day, unendo le politiche con le regionali, e’ ‘parlare a vuoto’. Comandare…”. adnk



   

 

 

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