Monti cita Jacques Delors e parla con Obama di schemi tedeschi

3 nov – In Europa “serve più crescita economica”, ma “non verrà dall’aumento della domanda, come pensano gli anglosassoni, e ancora meno dalla spesa pubblica”. Ad affermarlo, in un’intervista al quotidiano economico francese Les Echos è il presidente del Consiglio Mario Monti, che spiega la sua visione per conciliare questo approccio americano con quello tedesco del rigore di bilancio a tutti i costi.

Un aumento della domanda fine a se stesso, spiega Monti, si scontra con due problemi: uno economico, cioè l’esistenza di “molte strozzature in Europa per le imperfezioni del Mercato unico”, che fanno sì che “qualsiasi aumento della domanda sfocerebbe su limiti di offerta e inflazione, e più importazioni”. C’è poi il problema politico dello “schema intellettuale della visione tedesca”, di cui Monti dice di aver parlato con Obama: per i tedeschi cioè la crescita “è frutto di un comportamento etico, un’etica individuale – il risparmio – e una collettiva – il rigore di bilancio”.

Per una politica di domanda quindi c’è spazio solo “se l’aumento viene dagli investimenti“, ha concluso Monti, una strada “che piace agli anglosassoni senza dispiacere ai tedeschi“. Una filosofia “non nuova”, ammette Monti, perché risale a Jacques Delors, l’energetico presidente francese della Commissione Ue fra gli anni ’80 e la prima metà dei ’90. Da qui, afferma Monti, “la mia insistenza affinché la disciplina di bilancio si accompagni a misure favorevoli agli investimenti pubblici”.

Sul fronte del rigore di bilancio, Monti ha rivendicato di aver mantenuto fermo l’obiettivo “molto ambizioso” fissato dal suo predecessore di riportare il deficit in equilibrio nel 2013 anziché nel 2014. Per gli altri Stati Ue in difficoltà, il presidente del Consiglio si chiede “se sia nel loro interesse chiedere una proroga” per raggiungere l’equilibrio dei conti pubblici.

“In ogni caso in Italia, con un debito grande e una credibilità in via di ricostruzione, con tassi d’interesse elevati, si è scelto di ridurre il nostro spread con disciplina di bilancio e riforme strutturali”. tmnews



   

 

 

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