Sostegno a Monti: Pdl spaccato, Alfano tace

29 ott – Il Pdl si divide sulle parole di Berlusconi. Per Franco Frattinisfiduciare Monti non è il bene dell’Italia” e Berlusconi lo sa. Una decisione di questo genere, dice a ‘Il Mattino’, porterebbe “a effetti devastanti”. Sempre dal Pdl anche il capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto dice no a una crisi di governo che porterebbe a “una esplosione dello spread” e insiste sulla prospettiva di “unire i moderati” fondamentale, dice, “per evitare che il potere sia conquistato dalla sinistra di Bersani e Vendola”.

Per Margherita Boniver, deputato del Pdl e Presidente del Comitato Schengen, “urge un’inversione di rotta di stampo neokeynesiana. Il sostegno al Governo tecnico è stato ed è una scelta consapevole, ma il programma dei moderati deve perseguire l’interesse nazionale”.

Il deputato del Pdl Mario Landolfi si rivolge ad Alfano chiedendo di fare chiarezza sul sostegno a Monti. ”E’ vero che il Pdl è tuttora un partito a trazione carismatica – dice Landolfi -, ma nulla vieta al segretario Alfano (direi anzi che la situazione addirittura glielo imponga) di convocare immediatamente la Direzione Nazionale con un solo punto all’ordine del giorno: continuare o no a sostenere Monti da qui alla fine della legislatura”.

Per il sindaco di Roma, Gianni Alemanno il Pdl dovrebbe continuare a garantire i voti a Monti e “lavorare fin da oggi per costruire un grande schieramento di moderati e di centrodestra che uniti lancino un programma di governo che dia un futuro all’Italia”.

Roberto Formigoni a ‘Il Giornale’ dice che il “Pdl deve continuare ad appoggiare” il governo Monti. L’esecutivo, aggiunge, “ha fatto degli errori, ma è nato con il nostro contributo” e “non dobbiamo perdere la credibilità che ci siamo guadagnati con questo gesto di responsabilità”. Per questo, aggiunge a Tgcom 24, “sono convinto che l’ufficio di presidenza dirà di no alla caduta di Monti”.

La prosecuzione della legislatura, dice l’ex ministro e parlamentare del Pdl, Gianfranco Rotondi “è un danno al Paese che merita di uscire dal tunnel con una scelta serena e limpidamente politica”. “Non ho paura di un governo Bersani – continua -, ho paura di sei mesi col rombo delle procure impegnate a demolire la politica per completare il golpe in atto da un anno”.

Mentre il senatore Pdl Sandro Bondi invita a dare vita “a una forte iniziativa politica a sostegno di Berlusconi” e il senatore del Pdl Raffaele Lauro avverte che “lasciare solo Berlusconi in questo momento difficile equivale per tutta la dirigenza Pdl a un regicidio” .

“Sbaglia chi pensa che quello di ieri sia stato solo uno sfogo” dice il deputato Pdl Manuela Repetti, aggiungendo che “Berlusconi è resta una grande risorsa, senza la quale il nostro partito rischia di dissolversi”.

”Siamo solidali con lui per l’escalation della persecuzione giudiziaria a cui è sottoposto – dice Giuliano Cazzola, deputato Pdl -. Ma non ha senso una ritorsione contro un governo che, nonostante taluni errori, ha ben operato nell’interesse del Paese, in un percorso di continuità con l’esecutivo precedente”.

“Berlusconi ha già stretto l’accordo con la Lega” per il deputato Pdl Osvaldo Napoli e, dice a ‘Libero’, “con quello che ha detto l’area moderata ce la sogniamo”. Con le sue parole, aggiunge, “ha ammazzato le primarie e Alfano“. Secondo Napoli, “la stragrande maggioranza del Pdl la pensa come me”, “l’ottanta per cento del partito sta con Alfano” e Berlusconi rappresenta “la minoranza del partito”.

Torna, invece, sulle dichiarazioni di Casini il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone esortandolo a “non dare pagelle a Berlusconi”, ma a pensare all’economia reale.”. Berlusconi e Squinzi – conclude -hanno acceso i riflettori su questa realtà, a cui la politica deve dare una risposta”. adnkr



   

 

 

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