Cassazione: lo stress da super lavoro deve essere risarcito

26 ott – Lo stress da super lavoro deve essere risarcito. Il danno va riconosciuto al lavoratore anche se non lo ha mai rivendicato nel corso del rapporto di lavoro e anche se, successivamente, viene espulso dall’ufficio. Il via libera arriva dalla Cassazione (sezione Lavoro, sentenza 18211) che spiega come, “in base al principio della ‘ragionevolezza’ l’orario di lavoro deve rispettare i limiti della tutela del diritto alla salute”. In questo modo, la Suprema Corte ha convalidato un risarcimento del danno biologico pari a 25 mila euro nei confronti di un ex portiere di notte che aveva lavorato presso una societa’ nella capitale, dal settembre 1974 al marzo 1997, riportando una sindrome nevrotico ansiosa da stress lavorativo.

Come ricostruisce la sentenza redatta da Umberto Berrino, il portiere, che per tanti anni aveva garantito l’assistenza ai clienti, curandosi anche della cura dei valori in cassaforte, aveva accusato uno stress da super lavoro (l’orario di lavoro andava dalle 21 alle 9 del mattino successivo). Da qui la sua richiesta di essere spostato ad un turno diurno. La societa’ lo aveva invece licenziato, sostenendo che esistevano altri due portieri per il turno di giorno.

Davanti al giudice del Lavoro era stata stabilita la legittimita’ del licenziamento ma la societa’ era stata condannata a risarcire l’ex portiere con 25 mila euro per la sindrome ansioso-depressiva. La Corte d’appello di Roma, nel marzo 2008, aveva inoltre riconosciuto al lavoratore una ulteriore somma di 1292 euro a titolo di differenze retributive. adnkronos



   

 

 

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