Iran: negata ad Ahmadinejad visita alla prigione di Evin

Teheran, 22 ott. – La magistratura iraniana ha bocciato la richiesta del presidente, Mahmoud Ahmadinejad, di visitare la famigerata prigione di Evin, definendo inadeguata la tempistica della richiesta; e il rifiuto del permesso di ingresso e’ un altro segno della tensione che sta segnando i rapporti tra la presidenza iraniana e la magistratura, controllata dai radicali islamici vicini alla Guida Suprema, l’ayatollah Ali Khamenei.

“Poiche’ siamo in un momento particolare e le priorita’ del Paese sono l’economia e le condizioni di vita del popolo, tutte le autorita’ dovrebbero concetrarsi nella soluzione dei problemi-chiave…. e la visita a una prigione non e’ tra queste”, ha stabilito il procuratore capo, Gholam Hossein Mohseni Ejeie; e poi ha aggiunto: “Sono trascorsi sette anni di presidenza Ahmadinejad e non era stata fatta alcuna richiesta in tal senso finora“.

Mohseni Ejeie, che e’ anche il portavoce della magistratura, ha dunque ipotizzato che l’improvviso interesse del presidente per Evin sia dovuto a “una presenza (tra le mura dell’Hotel Evin, come e’ concosciuto il carcere tra i dissidenti) legata al governo”, evidente allusione al consigliere stampa del presidente, Ali Akbar Javanfekr. Direttore dell’agenzia ufficiale Irna e del quotidiano del governo Iran, Javanfekr e’ stato arrestato a settembre (quando Ahmadinejad era a New York per l’Assemblea Generale dell’Onu) e spedito a Evin, dopo una condanna a sei mesi per aver pubblicato materiale considerato offensivo per la morale islamica.

Il braccio di ferro ha avuto ripercussioni in pubblico, perche’ Ahmadinejad e il suo entourage hanno accusato i giudici di farsi manipolare a fini politici; e la magistratura ha accusato Ahmadinejad di voler violare la separazione dei poteri. agi



   

 

 

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