Rifiuta nozze combinate e viene segregata, denunciato il padre

Varese, 18 ott. – Rifiutava il matrimonio ‘combinato’e voleva vivere come le sue amiche: per questo il padre le ha impedito di andare a scuola e l’ha segregata in casa con l’appoggio dei familiari: l’uomo e’ stato quindi denunciato per maltrattamenti in famiglia e la ragazza ospitata in una struttura protetta.

Protagonista della vicenda una famiglia pakistana che abita nei pressi di Gallarate in provincia di Varese. L’uomo, di 50 anni e’ stato denunciato dagli agenti del Commissariato di PS di Gallarate diretto dal Commissario Capo Gianluca Dalfino.

Dalla denuncia resa dalla ragazza e’ emersa una serie di costrizioni fisiche e psicologiche subite ad opera del padre, con l’avallo tacito o espresso degli altri componenti della famiglia, “in un quadro di particolare arretratezza culturale e sociale”, spiegano gli investigatori.

Secondo quanto riferito dalla giovane, da almeno un anno le e’ stato di fatto impedito di frequentare la scuola a cui era regolarmente iscritta, in quanto secondo i parametri ultratradizionalisti della famiglia l’istruzione della donna non sarebbe indispensabile. Le sarebbe stato impedito anche di incontrarsi e comunicare con le amiche e comunque con persone non appartenenti al nucleo familiare, ed inoltre la sua liberta’ di uscire dalla casa sarebbe stata fortemente limitata alle condizioni di volta in volta stabilite dal padre: stando alla sua denuncia non poteva usare il telefonino.

La ragazza ha rivelato poi di essere stata promessa in sposa ad un cugino che vive nella madrepatria, nonostante avesse manifestato a lungo la propria opposizione al matrimonio combinato, e che nel corso di un recente viaggio in Pakistan avrebbe anche avuto luogo una sorta di cerimonia di fidanzamento: l’insieme delle costrizioni subite sarebbe in ultima analisi finalizzato a preservarne l'”onore” prematrimoniale.

La minorenne ha denunciato anche di essere stata violentemente minacciata e percossa in molte occasioni per abbattere la sua capacita’ di resistenza, senza avere mai potuto fare ricorso alle cure mediche, dato il timore del padre che la situazione potesse trapelare all’esterno. Nei giorni scorsi pero’, approfittando di una disattenzione dei familiari, e’ riuscita a contattare telefonicamente Telefono Azzurro, che ha segnalato la vicenda ai servizi sociali del comune di Gallarate ed al Commissariato.

D’intesa con la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Milano la ragazza e’ stata quindi prelevata dall’abitazione familiare e condotta in Commissariato, dove in presenza degli specialisti dei servizi sociali ha sporto una formale denuncia.
Subito dopo e’ stata temporaneamente collocata presso una struttura protetta in attesa di ulteriori accertamenti sulla vicenda e delle determinazioni dell’Autorita’ Giudiziaria che ne seguiranno. (AGI) .



   

 

 

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