Siria: Italia potrebbe aspirare a comando “forza di pace” Onu

17 ott – L’Italia potrebbe aspirare al comando di una missione dei caschi blu in Siria, che le Nazioni Unite sembrano intenzionate a schierare per dividere i contendenti e controllare il rispetto di un’eventuale tregua. Lo scrive ‘Libero’, in un articolo pubblicato oggi.

Una leadership – osserva il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro – che l’Italia potrebbe rivendicare in virtù “della stima conquistata dai nostri militari nel Libano meridionale (attualmente 1.100 soldati), dove il generale Paolo Serra è alla guida di Unifil ( Forza di interposizione delle Nazioni Unite in Libano)”.

Per ora, prosegue Libero, le possibilità che si determinino le condizioni di una tregua appaiano molto scarse. Ma secondo quanto riportato domenica dal britannico ‘Telegraph’, Lakhdar Brahimi – che ha ereditato da Kofi Annan l’incarico di inviato speciale dell’Onu e della Lega araba in Siria – sta sondando la disponibilità di alcuni Paesi a inviare propri contingenti di caschi blu. Le indiscrezioni parlano di almeno 3mila uomini.

Stati Uniti, Gran Bretagna e Russia – così come molti Paesi arabi e stati confinanti con la Siria – sono stati scartati perchè troppo coinvolti nella guerra civile o considerati non imparziali per il recente impegno bellico in Iraq. Brahimi si sarebbe rivolto a Paesi europei già presenti con propri contingenti nella missione Onu in Libano: Italia, Francia, Spagna e Irlanda. E la Farnesina, osserva Libero, sembra credere al piano Brahimi. tmnews



   

 

 

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