Renzusconi, tra processi e sostenitori famosi…

FIRENZE, 10 OTT – Il giovane sindaco di Firenze ha già al suo attivo diverse indagini, che però, si guarda bene dal raccontare sui suoi siti ufficiali. È stato condannato in primo grado, insieme ad altre venti persone, dalla Corte dei Conti della Toscana per danno erariale. Pena comminata, il pagamento di 14mila euro. Il procedimento si riferisce a quando era presidente della Provincia di Firenze. Alla condanna Renzi ha reagito richiedendo il giudizio d’appello. Quando era presidente della Provincia di Firenze avrebbe causato un danno all’erario concedendo ad alcuni assunti un inquadramento contrattuale di categoria superiore, quindi più oneroso a quello dovuto (fonte Ansa).
Ma le sue grane con la giustizia non finiscono qui. Sulla sua amministrazione provinciale 2004-2009 ha messo ancora gli occhi la Corte dei Conti. Il consigliere provinciale del PdL Guido Sensi ha diffuso i documenti ufficiali della Corte e del Ministero dell’Economia con i quali l’attuale candidato alle primarie del centro-sinistra è stato “messo in mora” per alcune irregolarità nella gestione finanziaria dell’ente. Con lui decine di altri “indagati” fra membri della sua allora Giunta e dirigenti della Provincia. Matteo Renzi sarebbe responsabile di «gravi illegittimità nell’attribuzione di alcuni compensi a carattere indennitario» e «dell’illegittima attribuzione di quattro incarichi di direzione generale». Sostanzialmente, si tratterebbe di stipendi illecitamente gonfiati e assunzioni irregolari. Per questi fatti al momento Renzi non è indagato, né vi sono ipotesi di reato.
Più trasparente, invece, Renzi è stato a proposito dei sostenitori della sua campagna elettorale. Dopo lo scoppio del caso Lusi, il tesoriere della Margherita che lo accusava lo scorso maggio di avere intascato dei soldi dei rimborsi elettorali, il sindaco ha pubblicato sul suo sito internet la lista dei primi finanziatori che gli hanno elargito somme per la campagna elettorale che lo ha portato a Palazzo Vecchio. Tra questi l’azienda dei gelati Sammontana, il fondatore della Gig giocattoli Gianfranco Horvat, (morto suicida nel luglio 2009 dopo aver ucciso la moglie) e Andrea Bacci, attuale presidente della Silfi, l’azienda di illuminazione pubblica fiorentina. Il nome di quest’ultimo venne citato da alcuni media nelle intercettazioni dell’inchiesta G8: parlando con l’imprenditore Riccardo Fusi, che era intercettato, Bacci avrebbe chiesto l’uso di un elicottero per accompagnare Renzi. Il sindaco, dal canto suo, ha sempre smentito di aver usato l’elicottero di Fusi.

tratto da: Tgcom24

Titolo: redazione



   

 

 

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