Disastro Monti: il potere d’acquisto delle famiglie va a picco

9 ott. – La crisi morde e il potere d’acquisto delle famiglie va a picco. Tenuto conto dell’inflazione, si e’ ridotto dell’1,6% nel secondo trimestre dell’anno, per una contrazione del 4,1% su base annua. Lo comunica l’Istat sottolineando che si tratta del calo tendenziale piu’ ampio dal 2000. Nei primi sei mesi del 2012, nei confronti dello stesso periodo del 2011, il potere d’acquisto ha registrato una flessione del 3,5%.

Nel secondo trimestre del 2012 la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici, misurata al netto della stagionalita’, e’ stata pari all’8,1%, con una diminuzione di 0,6 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 0,5 punti percentuali rispetto al corrisponde trimestre del 2011.

Il crollo del potere d’acquisto rilevato dall’Istat si traduce in una perdita di 1.407 euro rispetto al 2011 per una famiglia di tre persone e di 1.192 euro per una di due. Il calcolo e’ del Codacons secondo si tratta di “una tassa invisibile, una ferita che sta dissanguando gli italiani. In queste condizioni”, afferma l’associazione in una nota, “il crollo dei consumi non potra’ che proseguire anche nel 2013 e la ripresa sara’ sempre meno vicina”.

Per questo il Codacons “chiede al Governo un dl salvafamiglie, mirato a salvaguardare la capacita’ di spesa delle famiglie erosa da inflazione, tasse, disoccupazione, blocco degli stipendi, mancati rinnovi contrattuali“.

Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici in valori correnti e’ diminuito dell’1% rispetto al trimestre precedente, e dell’1,5% rispetto al corrispondente periodo del 2011. Il tasso di investimento delle famiglie e’ stato pari all’6,8%, risultando invariato rispetto al trimestre precedente e in diminuzione di 0,2 punti percentuali rispetto al secondo trimestre del 2011. agi



   

 

 

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