Clini: L’Italia ha speso 1,5 miliardi di euro in 2 anni per la biodiversità

9 ott – Fino al 19 ottobre si tiene a Hyderabad, in India, l’undicesima Conferenza delle parti della Convenzione sulla diversità biologica (COP11 CBD), per importanza seconda convenzione globale sull’ambiente stabilita dalla Conferenza Onu di Rio de Janeiro nel 1992, di cui quest’anno s’è celebrato il ventennale. La conferenza è promossa dall’Unep, il programma Onu per l’ambiente.

Al centro dell’attenzione di questa edizione vi è il tema della mobilizzazione delle risorse necessarie per sostenere la realizzazione degli obiettivi strategici per la biodiversità nei prossimi dieci anni. E l’Italia ha giocato un ruolo di rilievo con investimenti pubblici stimabili attorno a 1,5 miliardi di euro fra 2009 e 2010.

In India si confrontano da un lato le aspettative create dall’impegno assunto all’ultima Conferenza del 2010, cioè di incrementare in modo sostanziale le risorse destinate alla biodiversità al 2020, dall’altro il dato di fatto della recessione mondiale che riduce la disponibilità di risorse pubbliche anche sui temi ambientali.

I Paesi in via di sviluppo stanno chiedendo sostegno alle politiche di lotta alla povertà che si intrecciano con la conservazione delle risorse e dei meccanismi naturali (a partire dall’utilizzo delle risorse genetiche delle comunità indigene e locali). È avviata un’intensa discussione sulla necessità di integrazione della tutela della biodiversità nelle politiche di settore, sulle potenzialità della green economy anche in questo campo, sui meccanismi finanziari innovativi e sul ruolo dei capitali privati.

La mobilizzazione delle risorse è al centro dell’attenzione anche in Italia. Nella convinzione che si tratti di un tema cui è chiamato l’intero sistema-paese e non una singola amministrazione pubblica, nei mesi scorsi il ministero dell’Ambiente ha attivato un tavolo cui partecipano altri ministeri e le Regioni con la collaborazione proficua dell’Istat e dell’Ispra.

In preparazione della COP11 è stato redatto il primo report nazionale, che tenta una quantificazione dello sforzo finanziario delle pubbliche amministrazioni per la biodiversità nel nostro Paese, prendendo a riferimento gli anni 2010 e 2009. Per quanto riguarda le spese per la biodiversità sostenute dalle amministrazioni centrali dello Stato, nel 2010 assommavano a complessivi 518 milioni di euro di flussi finanziari, di cui 455 destinati a “protezione della biodiversità e del paesaggio” (classificazione CEPA6) e 63 destinati a “uso e gestione della fauna e della flora selvatiche” (classificazione CRUMA12). [dati Eco-Rendiconto dello Stato 2011].

Per le spese sostenute dalle amministrazioni regionali, il dato si riferisce ai flussi economici dell’anno 2009 e assomma a 1,16 miliardi di euro, di cui 1,002 destinati a “protezione della biodiversità e del paesaggio” (classificazione CEPA6) e 158 destinati a “uso e gestione della fauna e della flora selvatiche” (classificazione CRUMA12). [dati Istat]

Infine, i finanziamenti italiani a livello globale transitati nel 2010 attraverso gli aiuti pubblici allo sviluppo, finanziamenti che vedono la biodiversità come “obiettivo principale” (secondo i parametri dei Rio Markers), assommano a circa 4 milioni di euro. Mentre se si considera la biodiversità anche come “obiettivo secondario”, la cifra complessiva sale a circa 15,4 milioni di euro. [dati MAE].

http://www.minambiente.it/home_it/showitem.html?item=%2Fdocumenti%2Fcomunicati%2Fcomunicato_0473.html&lang=it



   

 

 

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