Euro: il suicidio dell’Europa?

ROMA, 06 Ott – di: carlo Violati – Mi sono trovato davanti ad un forte dubbio: “lasciare una moneta (troppo forte) può procurare danni ?”
Abbiamo solo l’esperienza del contrario, quando siamo passati da una moneta debole (la lira) all’euro, senza un controllo sui prezzi di mercato, siamo passati da un euro valutato a 1936,27 lire ad un euro che valeva poco più delle vecchie 1000 lire.
Taglio con l’accetta, ma più o meno è andata così.
Per anni abbiamo goduto dei tassi d’interesse più favorevoli, ma non abbiamo fatto nulla per cercare di metterci alla pari coi Paesi più virtuosi di noi. Anzi, abbiamo peggiorato ancora le ruberie di denaro pubblico. Poi è arrivata, come solito dall’America della Borsa, la peggiore crisi dopo quella del 1929: il cataclisma dei mutui sub prime che hanno coinvolto l’equilibrio monetario mondiale. Il Presidente Obama ha provato a fare la faccia dura con le Banche, responsabili delle speculazioni azzardate, ma dopo il fallimento della Leheman Brothers per non far crollare tutta l’economia, ha provveduto a forti iniezioni di nuova liquidità (stampando dollari e lasciando cadere il valore del dollaro rispetto all’euro).
All’Italia sono stati chiesti duri sacrifici, ma i politici al Governo non sono stati capaci di affrontare quanto richiesto dalla BCE (Banca Europea).
Allora è accaduto che il Presidente della Repubblica ha deciso di affidare l’Italia nelle mani di un tecnico che ci salvasse dall’imminente rovina.
E il tecnico ci ha somministrato una cura di “lacrime e sangue” con tasse a carico di chi già le pagava, ma senza poter tagliare le spese eccessive di una cattiva politica, che ci avevano inguaiato.
E siamo caduti in recessione.
Un Nobel per l’economia, Paul Krugman, ci ha avvisati: “con questa politica l’euro porterà l’Europa al suicidio”.
Alcuni economisti (il più noto era Nouriel Roubini) ci avevano detto che la recessione derivava da un euro troppo sopravvalutato rispetto al dollaro. Non erano solo economisti americani, lo hanno detto anche economisti italiani (Paolo Savona, Innocenzo Cipolletta, Ernesto Auci, Gotti Tedeschi).
Allora ho pensato, ma se invece di lasciare l’euro ci battessimo per portarlo al giusto rapporto di valore con le altre monete, cosa accadrebbe ?
Pochi giorni fa una ditta che sta sul mercato più immediatamente a contatto coi consumatori ha detto che l’euro è del 30% sopravvalutato verso il dollaro. Lo afferma Big Mac (vendono hamburger, patatine e prodotti da snack in tutto il mondo). Più attendibili di tanti Istituti solo teorici.
Allora ho sforzato la mia memoria a ricordare gli eventi dalla nascita del Regno d’Italia ad oggi e ho scritto queste note.
Lei Direttore, che è così cortese da rispondermi sempre, mi dica, anche questa volta, se è un ragionamento economicamente corretto. GRAZIE.
———————————————– ECCO IL TESTO:
Non è un trattato di economa, è il racconto di come, con le esperienze di mio Padre, e con le mie personali, leggo la situazione senza esprimere giudizi, ma raccontando cose accadute (come le ho viste io e che chiedo agli amici se le trovano plausibili).
E’ un insieme di fatti che spiegano le cose meglio di tante teorie.
Le peggiori svalutazioni venivano sempre dopo guerre come quella devastante del 1914 – 1918 (definita SUICIDIO DELL’EUROPA).
Dopo la fine della guerra le Nazioni vincitrici, col Trattato di pace di Versailles decisero di punire le Nazioni vinte.
L’Austria da un grande impero fu ridotta ai soli 7 milioni di austriaci;
la Germania fu caricata di pesantissimi danni di guerra (una devastante inflazione aveva portato un chilo di pane al folle prezzo di un milione di marchi).
Il disastro tedesco fu sanato nel 1924 da un sostanzioso prestito americano che aveva ridato fiato ad una grande nazione.
Ma nell’euforia di un mondo che riprendeva un grande slancio economico, ecco le follie dei banchieri e degli speculatori della Borsa Valori di Wall Street a New York.
Dopo anni di crescita senza freni, con creazione di prodotti derivati basati sulla speranza di uno sviluppo continuo, scoppia una crisi terribile come quella del 1929.
Al potere c’era il repubblicano Hoover che ha curato il disastro con 4 anni di misure depressive simili a quelle attuate ora dall’eurozona. E la crisi non è solo dell’America, diventa una crisi mondiale.
Le stesse politiche depressive di Hoover sono adottate in Germania dal Cancelliere Brunning. La miseria creata dalla depressione ha permesso a Hitler (con l’aiuto degli imprenditori e Von Papen) di prendere il potere in Germania;
poi Hitler crea le basi per fare impazzire di nuovo il mondo e tra il 1939 e il 1945 una guerra ancora più devastante mette a ferro e fuoco l’Europa.
Per sanare quei guasti all’economia mondiale si è ridato slancio all’economia con l’inflazione e con un Presidente americano che non punisce i popoli vinti, ma li aiuta a riprendere lo sviluppo. Ma anche qui i debiti della guerra vengono diluiti con una pesante inflazione. Alla guida della Banca d’Italia c’era Giulio Einaudi che riduce il Debito pubblico da più del 110% al poco più del 20%.
Qui inserisco un mio personale ricordo. A 17 anni ho visto mio Padre aprire la sua cassafortina privata ed estrarre dei BOT per due milioni di lire. Erano titoli del debito pubblico 1939 – 1948. Nel 1939 c’era una canzoncina che diceva “se potessi avere 1000 lire al mese”. Con due milioni si compravano molto più di 2000 metri quadri di appartamenti, nel 1948 si e no due camere e servizi.
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Per molti anni (a partire dal 1944) si era ridato un ancoraggio della moneta dominante (il dollaro) a valori di metallo nobile: con il “Trattato di Bretton Woods” che con 35 dollari permetteva di acquistare 28 grammki di oro.
Ma nel 1971, dopo le furberie degli europei (eurodollari) e dei petrolieri (petrodollari) Nixon disse che non riteneva più sostenibile quella garanzia e denunciò il Trattato.
Poi dopo le leggi oneste (che un saggio olandese divenuto americano – Roosevelt, erroneamente pronunciato da tutti alla americana come Rusvelt) aveva promulgato, nel 1933, una legge per evitare porcherie di Borsa tipo 1929 (il Glass Steagall act) una lobby bancario-borsistica americana la fa recentemente abrogare e dopo questa abrogazione parte l’imbroglio dei titoli spazzatura che mettono pesantemente le mani nelle tasche non solo degli americani.
Ma qui non nasce una volontà diabolica di far del male al mondo, da parte di fantomatiche cospirazioni; nasce la terza guerra mondiale europea, scatenata dalla Germania contro l’Europa mediterranea, impedendo che si faccia quella manovra necessaria dopo tutti i disastri economici: CREARE MONETA PER IMPEDIRE LA RECESSIONE.
Lo hanno fatto l’America e l’Inghilterra che governano le loro monete, ma la Germania, profittando del fatto che una sola nazione poteva bloccare l’euro alle vecchie quote, sta distruggendo gli altri Paesi. Ma sta tagiando il ramo sul quale è seduta.
Adesso c’è una indagine di una ditta che vende prodotti di largo consumo (hamburger e patatine ecc. ossia Big Mac) che certifica che l’euro è sopravvalutato del 30%. Ma rimettere in pari le due valute in Italia non lo chiede nessuno.

Eppure un 30% di svalutazione non distruggerebbe nessun Paese aderente all’euro, anzi ridarebbe a tutti la possibilità di vivere meglio.
Questo impedisce, non a tutto il mondo, ma solo all’eurozona, di rilanciare l’economia.
Guardando alla sola Italia si può verificare che siamo entrati nella zona euro senza averne le carte in regola: “una lira stampata alla nascita del Regno d’Italia, nel 1861, quando nel 1998 abbiamo adottato l’euro, valeva 6800 lire”. Alla faccia dell’inflazione !
Ma con continui aggiustamenti delle retribuzioni avevamo sempre ottenuto un buona competitività nelle nostre esportazioni.
CHE MONTI GIOCHI CONTRO DI NOI POTREBBE ESSERE VERO, MA CHE CI SIA UNA CONGIURA LO LIMITEREI ALLA SOLA GERMANIA


   

 

 

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