Sistema Imola: Beni Comuni? O beni impropri?

IMOLA, 22 Sett – A proposito dell’azione posta in essere dal Sindaco di quell’agglomerato affaristico che ha come modello il “sistema Imola”, un efficace sistema spartitocratrico clientelare che attraverso la creazione di una ulteriore scatola cinese chiamata con l’ossimoro di “Beni Comuni” distribuisce incarichi ai soliti feudatari e sudditi dell’intermediazione spartitocratica, publichiamo il comunicato di Francesco Chiaiese, Coordinatore Circolo Sinistra Ecologia Libertà del Circondario Imolese.

Scrive Chiaiese:

“Era novembre del 2011, uno dei tanti sabati dedicati alla politica, quella tra la gente, quella che piace a noi di SEL.

I giornali non ne parlavano ancora (salvo una strana intervista concessa dall’Assessore Salieri al Corriere di Imola), ma subito capimmo, da qualche indiscrezione che trapelava, dell’incarico finanziato da Con.Ami. ad una società di consulenza per la predisposizione di uno studio di fattibilità per la costituzione di una società strumentale.

La conferma arrivò dopo qualche ora. Il Sindaco scese dal “palazzo”  e ci rimbrottò: “Non avete capito nulla, informatevi”. Fu la conferma che avevamo colto nel segno. Quel nostro volantino contro la società che si apprestava ad essere “studiata” aveva dato fastidio, scopriva le carte inaspettatamente.

Passati mesi, fatte lotte, manifestazione, presidi,  alla fine la “Società” è stata varata. E fin qui nulla di nuovo per chi conosce o ha seguito la faccenda.

Dopo aver chiesto a voce forte, a mezzo stampa e a colpi di volantini, nonché durante le riunioni di maggioranza (prima della nostra uscita) che  almeno l’incarico di Amministratore Unico non fosse assegnato ad uno dei “soliti noti” – puntualmente è stato designato l’Ing. Loris Lorenzi – ci troviamo di fronte all’ennesima situazione paradossale: la società “Beni Comuni” non è ancora attiva ma viaggia come un treno senza freni, il suo Amministratore – Loris Lorenzi – esegue colloqui, assegna incarichi chiedendo fedeltà incondizionata alla società.

Come se non bastasse e come se le cose strane non fossero già abbondantemente sopra gli argini per la società opera anche il sig. Stefano Manara. A che titolo? Chi lo paga se la società non è ancora attiva e quindi non può stipulare contratti e Lorenzi, fino a prova contraria, non può assumerlo a suo libro paga non essendo lui un imprenditore? SEL si pone troppe domande o sono troppe le domande che nascono quando si vedono situazioni non limpide?”

 

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