Islam: in Francia sospiro sollievo, ma la tensione resta

PARIGI, 22 SET – Gli imam hanno dedicato il pomeriggio alla preghiera, invocando calma e pacificando gli animi: così si è disinnescato il venerdì a rischio della Francia, nonostante web e cellulari siano stati invasi di richiami alla protesta e alla vendetta per le caricature di Maometto.

Soltanto condanne per le dichiarazioni-shock di Marine Le Pen, che vorrebbe vietare velo islamico e kippà ebraica nelle strade.

La rabbia e l’indignazione provocate in milioni di musulmani francesi dalle vignette pubblicate mercoledì dal settimanale satirico Charlie Hebdo si sono stemperate nel primo vero pomeriggio autunnale di Parigi, sotto la pioggia. Il presidente del Consiglio francese del culto musulmano, Mohammed Moussaoui, ha rilanciato dalle radio il suo “appello a non manifestare”, né contro il film ‘Innocence of Muslims’ né contro le caricature che mostravano il profeta nudo. Soprattutto, ha chiesto a tutti gli imam di farsi portavoce del messaggio pacificatore di moschea in moschea, a cominciare da quella denominata ‘Grande’, nel centro di Parigi.

L’appello è stato raccolto un po’ ovunque, a cominciare dalla banlieue più calda, quella parigina di Saint-Denis, dove Abdel Madjeed – imam locale – ha spiegato ai fedeli col volto tirato che “il modo migliore di respingere l’insulto è attraverso la buona azione a la buona parola”. “Le manifestazioni non autorizzate e le preghiere in strada improvvisate – gli ha fatto eco dalla banlieue residenziale di Gennevilliers Mustapha Khefif – darebbero solo ragione a quelli che parlano male di noi”. L’islam non ha mai predicato la violenza, è stato il ritornello di tante moschee nel venerdì tanto temuto, anche se gruppi di fedeli sono tornati a casa non troppo convinti. E’ successo a Marsiglia e soprattutto in una delle periferie più calde di Francia, quella del Mirail di Tolosa, la città insanguinata dalle stragi di Mohammed Merah la primavera scorsa.

Nelle stanze del governo, che aveva messo a punto un piano tentacolare per evitare ogni incidente, si comincia a respirare.

Il Quai d’Orsay ha assicurato che nella ventina di Paesi dove era stato deciso di lasciare chiuse scuole, ambasciate e consolati per precauzione, non si è segnalato alcun problema. Se il venerdì è superato, il clima resta teso e la quantità di appelli a manifestare, anche duramente, lo testimoniano. Resta alto il livello di allerta per la giornata di domani, in cui sono state vietate già due manifestazioni di protesta a Parigi.(di Tullio Giannotti ANSAmed).

Immagine di repertorio

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