Acqua, Federutility: investire in infrastrutture

29 AGO – Nel Piano di sviluppo si pensi anche ad investire nelle infrastrutture idriche del Paese. Questo il pensiero del vicepresidente di Federutility, Mauro D’Ascenzi, parlando oggi nel corso della riunione della Commissione acqua della Federazione che riunisce le principali utilities dei servizi del Paese e che affianca Last minute market nella campagna contro gli sprechi, sia sull’acqua (di cui oggi si discutono alcune proposte nell’ambito della settimana mondiale dell’acqua a Stoccolma) che sull’energia.

D’Ascenzi, che si e’ soffermato anche sull’emergenza siccita’, ha infatti chiamato a raccolta oggi a Roma un centinaio di aziende per discutere del documento di consultazione pubblica dell’Autorita’ per l’energia elettrica ed il gas in materia di tariffe idriche. Il vicepresidente di Federutility ha messo in evidenza come la soluzione per gli investimenti sia in effetti gia’ a portata di mano: basterebbe che la Cassa depositi e prestiti offrisse soldi a ”prezzi di mercato” con la garanzia del rimborso.

Non si capisce per quale motivo nel Piano di Sviluppo del ministro Passera e nei provvedimenti del governo – ha affermato D’Ascenzi – sia sempre assente il tema dell’acqua e delle infrastrutture idriche necessarie ed urgenti per il nostro Paese. Per sistemare la rete acquedottistica, rimediare ai ritardi sulla depurazione ed evitare le multe europee – ha spiegato – esisterebbe gia’ una soluzione a costo zero per lo Stato: spingere la Cassa Depositi e Prestiti a ‘prestare’, appunto, soldi per gli investimenti nell’acqua. Parliamo di prestiti a prezzi di mercato, non di opere di beneficienza. Di finanziamenti che verrebbero garantiti e rimborsati”.

Secondo D’Ascenzi ”aldila’ di quello che saranno gli aspetti tecnici delle tariffe, gli investimenti nell’acqua, sono una forma di garanzia anche per la stessa Cassa Depositi e Prestiti, visto che i fondi dei risparmiatori sarebbero allocati in un settore che ha entrate certe e rendimenti prevedibili e regolati dall’Autorita”’. Invece, ha osservato D’Ascenzi, ”se non verranno fatti entro breve gli investimenti nel settore della depurazione, lo Stato dovra’ farsi carico di multe salate da parte dell’Unione europea. Migliaia di euro per ogni giorno di ritardo. Costi che in qualche modo – ha concluso – ricadranno, direttamente o indirettamente, sulle tasche dei cittadini, in barba ai provvedimenti di spending review”. (ANSA).



   

 

 

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