Ferie finite, Monti e Napolitano ripartono con l’europeismo

28 ago. – L’Italia ha fatto e sta continuando a fare tutto quanto necessario alla soluzione della crisi, ora sempre di più tocca all’Europa completare questi sforzi, dare senso ai molti passi avanti compiuti per stabilizzare i mercati, trovando l’accordo su una visione di lungo periodo per l’Unione.

Mario Monti riparte con la sua strategia europeista, dopo la breve pausa estiva, e nei numerosi incontri che caratterizzeranno questa e la prossima settimana tornerà a chiedere con forza che la Ue faccia la sua parte, in particolare chiarendo a se stessa quale sarà il suo futuro.

Un messaggio condiviso con il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, nel colloquio di ieri a colazione, anch’egli convinto – si fa notare – che l’Italia ha sempre di più tutte le carte in regola per rivendicare un ruolo attivo della Ue nella soluzione della crisi. Perchè la lettura che si dà delle turbolenze dei mercati, nel governo, è sempre la stessa: più che le ‘colpe’ dei singoli Paesi, in molti casi a pesare in negativo è la percezione di debolezza dell’intera Eurozona, e dunque solo riaffermando la determinazione di tutti i Paesi membri a proseguire nell’esperienza dell’Unione – non solo monetaria, ma sempre più politica – si potrà fermare la speculazione. A questo proposito, decisivo è il lavoro sul rapporto dei ‘Quattro presidenti’ (Barroso, Van Rompuy, Draghi e Juncker) sulle prospettive della Ue.

Con Angela Merkel il premier discuterà domani a colazione della situazione economica europea, dalla Grecia alla Spagna, e insisterà sulla necessità di dare quanto prima attuazione concreta alle decisioni del Consiglio Europeo di fine giugno.

Si parlerà dunque anche del meccanismo anti-spread, che l’Italia da un lato dice di non voler attivare per sè, ma dall’altro non esclude una richiesta futura. Con il negoziato che prosegue ancora sulle ‘condizioni’ alle quali dovrà sottostare il Paese ‘virtuoso’ che dovesse richiedere l’intervento di Esfs-Esm per calmierare i tassi di interesse sul proprio debito. (TMNews)



   

 

 

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