Proteste e politica

27 ago – Sia per esperienza diretta, che per aver letto molto sulla materia, ormai è chiaro: in Italia ci sono centinaia e centinaia di iniziative di persone esasperate che non ce la fanno più ad andare avanti.
Gli imprenditori si trovano, giorno dopo giorno, di fronte a difficoltà sempre maggiori nell’accesso al credito, nel rapporto con la clientela, nel recupero dei crediti, sempre più difficile, come conseguenza della crisi che non fa sconti ad alcuno.
Per non parlare delle enormi difficoltà create dalla politica a qualsiasi imprenditore; salvo gli arcinoti socializzatori delle perdite e privatizzatori dei profitti.

Poiché ci avviciniamo alle elezioni politiche, e tutti vorrebbero esprimere quello che pensano col voto;  c’è il rischio grave che tante iniziative, nate sull’unità di una protesta più che giustificata, finiscano per essere soltanto sfoghi personali o di gruppo , destinati a non sfociare in alcun cambiamento politico capace di mutare realmente il corso della storia. E’ sempre accaduto così, e continua ad accadere ; poiché l’esperienza è maestra di vita , ma gli arrosti continuano a prendere di fumo…

Se non sapremo usare il nostro buonsenso, e le convinzioni di ciascuno non fossero convogliate verso un’unica direzione mediana, sarebbe molto difficile ottenere risultati concreti.
L’arma del voto può essere formidabile, ma anche foriera di ulteriori frustrazioni in conseguenza di scelte sbagliate.
I marpioni della politica lo sanno benissimo e riescono, talvolta, a catturare i loro polli.

Dopo la sconfitta della sinistra, nel 1948 , Pietro Nenni così commentò: “Piazze piene e urne vuote ”.
E sì, la sinistra riempiva le piazze, ma gli influentissimi parroci dell’epoca sussuravano all’orecchio dei parrocchiani:” In cabina Dio ti vede e Stalin no”. Anche se a marpione  marpione  e mezzo: la sinistra usò l’effigie di Garibaldi sulla scheda.  Una paraculata coi baffi.
Ma i curati vinsero lo stesso , insieme al potente Gedda con i suoi comitati civici , pappandosi i Pepponi di tutta Italia.

Ben vengano quindi gli incontri sul web, attraverso i social networks e i contatti individuali; bene le assemblee e i dibattiti.
Strabene Paola Musu con la sua passione civile, la forza di carattere, il coraggio e cultura giuridica.
Ella sa risvegliare le coscienze e condannare i soprusi e le incoscienze.
Tutto bene, amici, ma per ottenere un misero uno per cento servono 450 mila voti.
Questa è la democrazia, se non vi disturba…

guglielmo donnini



   

 

 

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