La marmaglia che governa l’occidente

(di Juan Manuel De Prada)

26 ago – Quando, in un brumoso futuro, qualche storico desideri spiegare un fenomeno cosí gigantesco come il crollo della civiltá occidentale, non potrà evitare di fare riferimento al sostegno dato dalla marmaglia che governa l’Occidente alla cosiddetta “primavera araba”. All’inizio esaltarono questo movimiento pan-islamico presentandolo alla povera gente rincretinita come una spontanea fioritura democratica che univa le volontà e oltrepassava le frontiere (risum teneatis), grazie alle cosiddette reti sociali.

Nemmeno un poppante si sarebbe bevuto una simile fandonia, eppure per mesi i mezzi di rincretinimento di massa ripetettero la medesima solfa, assicurandoci che quelle rivolte rappresentavano  l’esplosione di un anelito collettivo di “libertà” (parola da pronunciare con espressione di estasi orgasmica).

Quando la fandonia riuscí a incistarsi nelle meningi della povera gente rincretinita, la marmaglia che governa l’Occidente si mobilitò per prestare sostegno ai ribelli, con la stessa mancanza di scrupoli che prima aveva dimostrato appoggiando i tirannucci che quegli stessi ribelli volevano rovesciare. In fin dei conti, se il motivo del loro appoggio ai tirannucci non era altro che quello di riempirsi le tasche, perché non avrebbero dovuto sostenere adesso quei ribelli che promettono loro di continuare a foraggiarli, se inoltre possono avvolgere i loro sporchi fini nella bandiera dei diritti umani e della democrazia? Infine, in quei paesi musulmani dove i ribelli non riuscivano a vincere, la marmaglia che governa l’Occidente intervenne, a volte di soppiatto, a volte in maniera sfacciata, con ogni tipo di strumento, dal ricatto degli organismi internazionali fino alle bombette lanciate pigiando il telecomando.

L’ultimo capitolo di questa ignominosa storia sta ancora scodinzolando in Siria, dove il tirannuccio Bashar Al Assad sta per essere deposto, dopo scontri crudelissimi che i mezzi di rincretinimento di massa hanno presentato come un massacro indiscriminato e unilaterale voluto dal tirannuccio. Curiosamente, la Siria ‒ come prima Irak, Libia ed Egitto ‒ era uno dei pochi paesi islamici dove la fede cristiana era tollerata, con più o meno benevolenza, e il suo culto pubblico era garantito dalle autorità.

Curiosamente, dopo la “spontanea fioritura democratica” applaudita ed auspicata dall’Occidente, i cristiani hanno cominciato a essere perseguitati senza tregua, condannandoli alla diaspora e frequentemente martirizzandoli. Però, di questo martirio quotidiano i mezzi di rincretinimento di massa non dicono  nulla; o, quando dicono qualcosa, lo avvolgono con panni confusi e che confondono, spiegandolo come il risultato di conflitti secolari. La verità è un’altra: ciò che quei movimenti riuniti sotto la floreale etichetta di “primavera araba” desiderano non è la democrazia (sistema di governo che considerano decrepito e blasfemo, anche se ne accettano l’apparenza formale), ma bensí la restaurazione della “umma” o comunità di maomettani sotto l’egida della stessa fede, che i regimi dei tirannucci stavano ostacolando.

“Umma” che, senza alcun dubbio, si otterrá mediante l’imposizione della “sharia” o legge islámica e la persecuzione  a ferro e fuoco  degli “infedeli”. Questo è, più o meno, ciò che sta fomentando il cripto-musulmano Obama e tutta la coorte di lacché europei, agghindati e mascherati da paladini dei diritti umani e apostoli della democrazia. Questa allenza apostata e neopagana con l’Islam più sfrenatamente cristofobico ci ricorda ogni giorno un po’ di più quel passaggio dell’Apocalisse in cui si narra la visione della Bestia della Terra e la Bestia del Mare. Meno male che la povera gente rincretinita, distratta dalle reti social, ormai non legge più l’Apocalisse.

(Juan Manuel De Prada, tratto da religionenlibertad, tradotto da Edie Liccioli)

Fonte corrispondenzaromana

 



   

 

 

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