Bimba sottratta: Nuova istanza di richiesta di LIBERAZIONE

SALA da BAGNO della CASA-FAMIGLIA IL CILIEGIO

24 agosto – Nuova istanza di richiesta di LIBERAZIONE in attesa di risposta. In questa istanza viene evidenziato il malessere provocato a Beatrice con un provvedimento ingiusto e abnorme del giudice Cavallo che continua ad asserire di aver SALVATO la bambina.

Questa non è la salvezza questa è una PUNIZIONE riservata a tutti quei bambini che sfortunatamente incappano nel girone del Tribunale per i Minorenni di Roma. In questo caso c’è una mamma che con coraggio lotta per far tornare a casa sua figlia malgrado le intimidazioni e tanto altro… quanti sono i bambini che rimangono impigliati in questa rete e devono gioco forza RASSEGNARSI a VIVERE UNA VITA LONTANI DA GENITORI FINO ALL’ETA’ DI 21 ANNI?? Le case famiglia possono trattenerli fino all’età di 21 anni e poi cosa sarà di loro??

Cosa sarà il futuro con un simile bagaglio di anaffettività, di assenza di autostima, di perdita delle proprie radici che solo una “famiglia” può offrire.
Chi ha dato l’imprimatur al Tribunale per i Minorenni, agli educatori (!?), alle suore, alle assistenti sociali, agli operatori, di ESSERE GLI UNICI IN GRADO DI FARE IL BENE DI BEATRICE, DAL MOMENTO CHE LA BAMBINA CHIEDE QUOTIDIANAMENTE A SQUARCIAGOLA (MALGRADO I TRATTAMENTI PSICOLOGICI CHE SUBISCE!) DI VOLER TORNARE DALLA SUA MAMMA E SOLO DA LEI??????

Roberta Sibaud

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Proc. n.2312/10 V.G. minore G. Beatrice

ISTANZA DI IMMEDIATO AFFIDAMENTO DELLA MINORE BEATRICE G. ALLA PROPRIA MADRE, FEDERICA PUMA  EX ART 700 C.P.C.

 

La sottoscritta  Federica PUMA , nata a Milano il 06/07/1981, residente in Roma XXXXXXXX, 10  con il presente atto

 

espone

       Con decreto datato 14 dicembre 2011, Codesto Tribunale ha ordinato la reclusione in Casa Famiglia della minore Beatrice G..

Ad oggi sono passati 219 giorni e la bimba manifesta costantemente la volontà del rientro presso la propria casa reclamando le cure materne.

Beatrice, durante  le occasioni di incontro con la scrivente, sig.ra Federica Puma e i nonni materni  sig.ra Maria Luisa Leone e sig. Roberto Puma (unici parenti che hanno reclamato il diritto di visita e di cui hanno manifestato attaccamento alla minore) chiede regolarmente e tenacemente se il Tribunale nella persona delle SS.VV.  abbia finalmente maturato la decisione della sua scarcerazione, manifestando, così, uno stato di paura e di ansia che si acuisce nell’attesa della sua liberazione.

 

La piccina riferisce e manifesta  di essere abbandonata educativamente e culturalmente,  Beatrice racconta di essere soggetta a maltrattamenti fisici e atti di bullismo perpetrati dagli ospiti della casa famiglia con i quali è costretta a convivere.

Gli educatori della casa famiglia avvallano i racconti della piccola, seppur con il maldestro intento di minimizzare gli eventi,  nella fattispecie è opportuno rappresentare alle SS.VV l’episodio in cui l’educatore Valerio mi ha chiesto , se la piccola Beatrice avesse bisogno dell’apparecchio per i denti, ho  prontamente chiesto se la bimba fosse stata portata da un medico per accertarne l’eventuale necessità e l’educatore ha riferito imbarazzato che avrebbe provveduto.

Questa richiesta  e superficialità lascia a dir poco sgomenti.

I collocatari della minore non sono neppure in grado di elaborare un concetto tanto semplice quanto ovvio che la bimba vada portata dal pediatra?

Chiunque sa che  il compito di stabilire se ci sia necessità di una visita specialistica è da far riscontrare al pediatra !

Oppure l’intento sotteso era quello di strumentalizzare l’evento al fine di addossarmi  responsabilità non mie per prolungare capziosamente la permanenza della minore in struttura?


Terapia logopedica docet!

     E’ di giovamento ricordare che la scrivente  è stata accusata di non aver fatto svolgere alla propria figlia un percorso di logopedia, accusa falsa e priva di fondamento giuridico atteso che mi fu sospesa la patria potestà condicio sine qua non si sarebbe presentata la necessità per il Tribunale di nominare la figura del tutore provvisorio ( Fulvi) che insieme alle assistenti sociali ( Mosè – Rossi) avrebbero dovuto sopperire alle necessità della bimba . Tale accusa fu così strumentalizzata  dai sopracitati soggetti da essere oggetto argomentativo del decreto di allontanamento coattivo della minore dalle cure materne.

La dott.ssa Elvira Collura, autrice della relazione che ha portato alla citata e strumentalizzata accusa contro di me è stata smentita non solo dalla registrazione ambientale da me eseguita ma anche dalla relazione prodotta dal medico Psichiatra dott Andrea Mazzeo ( che si allega)

Inutile dire che a tutt’oggi  non risulta che la bimba stia seguendo un percorso di logopedia, dimostrando ampiamente ed incontrovertibilmente la malafede, l’accanimento,  l’incuria e inettitudine dei delegati del Tribunale.

 

Beatrice manifesta verbalmente il disagio subito dal cambio della scuola, la bambina chiede di poter ritornare alle sue precedenti insegnanti e amichette segno evidente che la stessa non si è ambientata nella nuova struttura scolastica a quasi 6 mesi della sua frequentazione!

In sostanza :

Sul PERICULUM IN MORA:

l’incommentabile intento della Mosè – Rossi, Fulvi e Zimpo  di “scollegare” la bambina ha prodotto un evidente disagio psicologico alla minore nonché condizioni di vita, socio – culturali, igieniche e ambientali estremamente peggiorative che dimostrano il grave stato di pregiudizio e nocumento vissuto da Beatrice. . Le condizioni statuite dal decreto del 14 dicembre 2011 sono ormai in vigore da 7 lunghi mesi, tempo interminabile per un bambino, se dette condizioni venissero ulteriormente prolungate potrebbero provocare un danno alla minore che può rivelarsi permanente.

 

Ampia letteratura psicologica e psichiatrica dimostra il trauma dovuto alla perdita degli affetti e di  punti di riferimento stabili essenziali per una crescita equilibrata

Si rammenta che l’evento traumatico, come definito da Sigmund Freud, è una situazione che si protrae nel tempo le cui implicazioni soggettive sono superiori alle capacità del soggetto di gestire e adeguarsi ad esse.

Nella fattispecie come si può pensare che una bimba di soli 7 anni sia in grado di gestire ed elaborare la perdita della sua mamma e degli affetti?

Ed ancora, nell’eccezione più ampia del pensiero della Scuola di Val de Grace, il trauma corrisponde all’impossibilità di dare un senso ad un episodio che si situa fuori dall’esperienza di vita normale dell’individuo, esattamente ciò che è avvenuto nella vita della piccola Beatrice che è stata coattivamente collocata in un ambiente artificiale di cui non si sa dare alcuna motivazione , la bimba infatti chiede costantemente :” perché sono in comunità?”

Per non sottacere, poi, la teoria di Otto Friedmann Kernberg secondo il quale, il disturbo di personalità borderline è originato da un precoce separazione, perdita della figura genitoriale.

Da non ignorare, ancora, la teoria di Bowlby secondo il quale il legame che unisce il bambino alla madre è un bisogno primario, geneticamente determinato, la cui funzione è garantire la crescita e la sopravvivenza biologica e psicologica del bambino.

Fino al Luglio 2011 la Zimpo ha relazionato  che la bimba aveva un “equilibrato rapporto con la madre”, sottolineando come la piccola  fosse dotata di “ importanti risorse” ci si chiede allora, cosa è accaduto in 4 mesi e mezzo che abbia potuto giustificare un provvedimento di straordinaria durezza?

Non è dato da sapere!

L’unica cosa certa è che una bimba è reclusa senza motivi su cui si possa fondare decisioni estreme come l’allontanamento del minore dal suo contesto parentale.

 

Sul FUMUS BONI JURIS:

Appare evidente come il decreto del 12-14 dicembre 2011 rappresenti una manifesta forzatura giuridica atteso il chiaro ed esplicito orientamento della Corte Suprema di Cassazione (che si ricorda traccia la Giurisprudenza a cui bisogna aderire e conformarsi) circa il tema della conflittualità genitoriale.

Nella fattispecie si ricorda la sentenza  n. 17191/2011

In caso di separazione, l’affido condiviso, comportando una responsabilità ed una potestà esercitata da entrambi i genitori, richiede la capacità dei genitori di condividere percorsi educativi e scelte quotidiane, sicché l’accesa conflittualità tra gli ex coniugi mal si concilia con tale istituto, soprattutto quando la conflittualità sfocia in maltrattamenti, violenze nonché il reato cosiddetto di “stalking”.

 

 Pertanto il Giudice, nonostante l’affido condiviso dei figli sia una regola generale, può scegliere l’affido esclusivo, quando tale scelta sia supportata da un’adeguata motivazione in positivo sulle qualità del genitore affidatario e in negativo sull’inidoneità del genitore non affidatario.

 

E ancora

Sentenza 29 marzo 2012 n. 5108

La forte conflittualità della coppia genitoriale, caratterizzata dall’assenza di dialogo e dal continuo disaccordo tra i genitori, può giustificare la revoca dell’affidamento condiviso. Infatti, qualora il Giudice accerti che tali comportamenti creino ansia e confusione nel minore, quest’ultimo può essere affidato in via esclusiva ad uno dei genitori, riconoscendo all’altro il diritto di visita.

la Corte Suprema di Cassazione non parla di affidamento del minore in Casa Famiglia! Perché la piccola Beatrice non è stata affidata in via esclusiva alla sua mamma organizzando gli incontri con il padre? ( che è sempre di giovamento ricordare non desidera la propria figlia)

A chi ha portato giovamento questo affidamento?

Non sicuramente alla minore Beatrice G. che ha dovuto patire un trauma di ingenti proporzioni nonché un collocamento coattivo in ambiente degradato e non in linea al suo tenore di vita. A tal proposito si allegano le foto del soffitto intriso di muffa del bagno in cui la piccina viene lavata quotidianamente e soventemente con l’acqua fredda. Ci si può stupire se la bambina è spesso affetta da stomatite aftosa , herpes labiale o arrossamenti in varie zone del corpo, tosse catarrosa con relativa cura di aerosol?

Si ricorda e si sottolinea come la minore sotto le cure materne non sia mai stata malata e di conseguenza non abbia mai avuto necessità di cure mediche.

Se è vero che “la legge è amministrata nel nome del popolo Italiano” la scrivente  chiede alle SS.VV. di ridare Beatrice G. alla sua mamma Federica Puma, anche in considerazione delle 2168 firme, sempre in aumento, di Italiani che chiedono il ricongiungimento di madre e figlia. (si allegano firme corredate da petizione)

Anche i genitori  della scuola Maria Ausiliatrice, prestigioso Istituto Salesiano, frequentato precedentemente dalla piccola Beatrice che hanno avuto modo di conoscermi bene e di conoscere altrettanto bene  la mia bambina  a 7 mesi dal collocamento in struttura della piccina ancora si battono al mio fianco al fine di ottenere il nostro  ricongiungimento, all’uopo si allega una loro lettera aperta indirizzata alle SS.VV. agli organi di Stampa e alle massime cariche delle nostre Istituzioni

 

Per tutto quanto sopra,

CHIEDE

1. che l’On.le Tribunale disponga immediatamente che la piccola Beatrice G.  venga affidata alla madre regolamentando gli incontri col padre;

2. Consentire alla istanza l’acquisizione di una copia della pagella  della minore,

afferente l’anno 2011/2012

 

IN VIA SUBORDINATA:

 

1)      Che la minore passi le vacanze estive con la propria madre

2)      Che la sig.ra Federica Puma sia autorizzata ad iscrivere la propria figlia per l’anno scolastico 2012/2013 presso la scuola “Maria Ausiliatrice” sita in Roma XXXXXXXXXXXX impegnandosi eventualmente ad accompagnare a scuola la minore riportandola in struttura al termine delle lezioni scolastiche.

3)      Autorizzare la sig.ra Puma a condurre la propria figlia presso la loro abitazione sita in Roma XXXXXXXXXX durante il tempo a loro concesso per l’incontro.

4)      Autorizzare la signora Federica Puma a portare a week end alterni la minore Beatrice G. presso la loro abitazione (come richiesto peraltro dalla minore stessa) al fine di agevolare il rientro della minore presso il proprio contesto originario.

.

Roma, 20 luglio 2012

Federica Puma



   

 

 

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