Siria a Usa: le armi chimiche sono un pretesto come per Iraq

vicepremier siriano Qadri Jamil

21 AGO – “Una storia pensata all’estero, che ci ricorda la storia dell’Iraq”: così il vicepremier siriano Qadri Jamil ha risposto in una conferenza stampa a Mosca ad una domanda sull’ipotesi di una presenza di armi chimiche nel Paese.

“L’occidente cerca una scusa per un intervento armato in Siria. Se questa scusa non funziona, ne troveranno altre. Ma noi diciamo che questo non è possibile”, ha aggiunto.

Ieri il presidente Usa Obama non aveva escluso un intervento militare in Siria nel caso venissero utilizzate armi chimiche. Ma per Jalil si tratta solo di “una minaccia propagandistica che si lega alla sua campagna elettorale”.

Un intervento militare diretto in Siria è impossibile perché si allargherebbe oltre i confini siriani, secondo Jalil, per il quale l’Occidente cerca un pretesto ”dopo il primo veto di Russia e Cina al Consiglio di sicurezza” dell’Onu.

Il vicepremier siriano ha anche definito “illegali” le sanzioni occidentali contro Damasco, Benché “dirette contro il nostro regime – ha aggiunto – pesano prima di tutto sul popolo che soffre più di tutti”. ansamed



   

 

 

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