Pussy Riot non chiedono grazia a Putin: “Che vada all’inferno”

20 ago. (TMNews) – Le tre componenti della band punk Pussy Riot, condannate a due anni di carcere per aver cantato una preghiera dissacratoria  nella cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca non chiederanno la grazia al presidente. “Le nostre clienti non chiederanno la grazia” ha detto il loro avvocato Nikolai Polozov.

Pussy Riots: traduzione non “purgata” della canzone in cattedrale

“Letteralmente le loro parole sono state: che vadano all’inferno con la loro grazia” ha aggiunto. Le tre musiciste Maria Alekhina, Nadezhda Tolokonnikova e Ekaterina Samutsevich venerdì sono state ritenute colpevoli dal tribunale di “teppismo motivato da odio religioso” per la loro performance nella cattedrale di Cristo Salvatore del 21 febbraio scorso e condannate a due anni di carcere. La sentenza è stata definita ‘sproporzionata’ da Washington e Bruxelles. Polozov ha detto che la difesa intende presentare appello non appena avrà copia del verdetto.

Le Pussy Riot sono in carcere, ma sul web c’è nuova canzone contro Putin



   

 

 

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