I fatti e le parole

17 ago – Ci sono molti di noi che vorrebbero eliminare l’esistente in politica come si fa con le vecchie vernici malandate dei nostri cancelli o delle balaustre.
Un ritorno al nuovo, al luminoso , al brillante.
Solo che tra noi , e la similitudine , non c’è soltanto un decappante efficace, una carta vetrata e vernici e antiruggine di ottima qualità.
Ci siamo tutti noi , le nostre famiglie , i nostri figli e nipoti, le nostre speranze.
La situazione sembra giunta allo stadio del non ritorno.

Molti di noi potrebbero imitare Grillo, che predica la distruzione dell’esistente, ma  ancora deve dimostrare, fatti parmensi alla mano , come si governa un Paese. È la situazione ideale che, normalmente, precede ogni dittatura.
Se questo dovesse per caso piacerci, diciamolo chiaro e forte: affinché tutti sentano e nessuno venga ingannato.

Se esiste una via, meno schifosa della democrazia e dei suoi tristi mestieranti, lo si dica subito: sarebbe l’invenzione per governare il mondo.
Forse la soluzione dei nostri mali potrebbe essere una nuova Costituzione che dia all’esecutivo dei poteri veri, e non rachitici come quelli vigenti , e un capo dello Stato eletto direttamente dai cittadini.
Sembrerebbe l’uovo di Colombo.
Ma come arrivarci, senza essere ostacolati dai soliti ben pensanti moderati , pro domo loro…

guglielmo donnini



   

 

 

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