Bianconi (Pdl): Il premier Monti? Il più classico degli strozzini

14 agosto – Qualcuno non si è ancora fatto conquistare dal pensiero unico iperliberista.
Ci sono politici, commentatori ed economisti che non hanno portato il proprio cervello all’ammasso. Persone che intendono reagire in tutti i modi alla nuova proposta del Governo dei tecnici. Non saranno tollerati i tentativi di svendita del patrimonio pubblico.

Un vero e proprio attentato alla solidità economica del Paese. Lo capisce anche un bambino quanto sia pericoloso vendere l’argenteria in un periodo di recessione. Eppure, per fare un evidente regalo alle grandi società finanziarie della City e di Wall Street, a Palazzo Chigi sono pronti a disfarsi di immobili storici, caserme dismesse, strade, ospedali e, forse, azioni di società pubbliche. Maurizio Bianconi, tesoriere del Pdl, ha usato parole durissime per descrivere il “piano per abbattere il debito”.

Frasi che lo pongono in netta contrapposizione con il segretario Angelino Alfano. Era stato proprio l’avvocato di Agrigento, qualche giorno fa, a proporre la costituzione di un fondo immobiliare con gli immobili di proprietà dei Ministeri.

Il premier Monti? Il più classico degli strozzini. L’idea di aggredire il debito mediante la vendita del patrimonio dello Stato, in questa circostanza, non rappresenta altro che il completamento dell’opera sua e dei suoi noti mandanti mirata a rovinare l’Italia”, ha scritto Bianconi in un suo fondo.

“Monti -continua il tesoriere – ha prima distrutto la produzione industriale, ridotto il reddito dei cittadini e contratto i consumi, ha fatto svalutare il valore immobiliare dei beni pubblici e privati, e poi ha svilito il valore delle aziende nazionali al solo scopo di procurare i soldi per pagare gli interessi a chi lo ha mandato a rovinare l’Italia”.

“Ora – continua Bianconi – con il valore del patrimonio statale ridotto all’osso, Monti propone di mettere in vendita beni che neanche un anno fa valevano assai di più, con l’obiettivo evidente di svendere l’Italia ai suoi mandanti. Insomma – conclude – la stessa manovra che si verifica nelle aziende private quando la ditta indebitata viene affidata all’avvocato degli strozzini”.

Per Paolo Ferrero di Rifondazione, “Le politiche del Governo ci faranno fare la stessa fine della Grecia. Il memorandum europeo toglie ogni sovranità in materia di politica economica”.
I politici italiani devono scegliere da che parte stare. Con l’Europa delle banche o con gli italiani. Ci sarebbero gli ingredienti per animare un fronte comune trasversale. Un bel sogno di mezza estate.

di: Matteo Mascia – www.rinascita.eu
Twitter@MatteoMascia

 



   

 

 

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