Blasfemia o libertà di espressione?. Cristianofobia o libertà di religione?.

Sarete sicuramente a conoscenza degli eventi che hanno interessato la Francia nel 2011 e – in particolare – i fedeli, il clero e la Conferenza episcopale francesi, legati a certe rappresentazioni teatrali blasfeme e altamente offensive per il senso religioso di milioni di cattolici e, soprattutto, nei confronti di Gesù Cristo. In particolare ci riferiamo allo “spettacolo” (se così si può chiamare) ideato da Romeo Castellucci, sul concetto di Volto nel figlio di Dio, che è stato rappresentato nei teatri di diverse città francesi (tra cui Avignone, Parigi e Rennes). Questo rappresentaizione abbina scene ambigue e disgustose all’immagine del Sacro Volto di Cristo che è costantemente visibile sullo sfondo della scena.

Durante la rappresentazione, appare un gruppo di bambini che lanciano delle granate contro l’immagine di Nostro Signore. Per riassumere l’idea svolta dalla rappresentazione, si conclude con una scena in cui il volto di Nostro Signore viene ricoperto di escrementi, mentre un odore nauseabondo invade la sala.

 Di fronte a questa palese offesa a Dio e alla fede cristiana, che cerca di giustificarsi dietro ad una libertà di espressione mal compresa e senza limiti, molti cattolici hanno reagito e protestato perché lo scandalo cessasse e il pubblico rispetto dovuto alla religione divenisse un fatto reale; se così non fosse, si metterebbe in pericolo la libertà della Chiesa nello svolgimento della Sua missione e la stessa convivenza civile. Molti sacerdoti e diversi vescovi hanno appoggiato questa reazione dei fedeli ed hanno giudicato lo spettacolo assolutamente inaccettabile. Grazie a queste proteste anche il mondo politico si è mosso: una dichiarazione contro quella che è stata giustamente chiamata “cristianofobia” o “cristofobia” è stata firmata nel mese di dicembre da 58 deputati dell’Assemblea nazionale francese, che protestavano anche contro il fatto che uno spettacolo che si “scatena contro il cristianesimo tramite lo scherno, il cinismo e l’ironia” ricevesse sovvenzioni pubbliche.

Purtroppo questa polemica ha interessato anche l’Italia e, in particolare, la città di Milano, affidata alle Sue cure pastorali; infatti, alla fine di gennaio 2012, vi sono state una serie di rappresentazioni dello spettacolo di Castellucci nel teatro Franco Parenti (esattamente dal 24 al 28 gennaio). Molti fedeli si sono mobilitati per scongiurare questa pubblica ingiuria, ma niente è stato possibile contro le iniziative di questi che sono grandemente facilitate e rafforzate dall’appoggio della gerarchia.

 Ora. L’Avv.Gierini fa sapere con un Comunicato che il Sostituto Procuratore della Repubblica di Milano, dott. Ferdinando Pomarici , ha presentato richiesta di archiviazione nei confronti del regista Romeo Castellucci per il procedimento aperto a seguito di denuncia depositata unicamente dal sottoscritto , come precisato dallo stesso PM nel suo provvedimento , per violazione degli artt. 403 e 404 c.p. dopo lo spettacolo ” Sul concetto di volto nel figlio di Dio ” , andato in scena a Milano il 24-1-2012 presso il teatro Franco Parenti .

La richiesta di archiviazione viene motivata con la tesi secondo cui nella fattispecie oggetto di vilipendio non sarebbe il volto di Gesù Cristo ma , al limite , il quadro su cui esso sarebbe raffigurato e che la non colpevolezza del regista sarebbe comprovata dall’analisi della sceneggiatura dell’opera .

Avverso tale richiesta ho presentato nei termini di legge, l’opposizione che allego, che autorizzo a pubblicare alla luce della rilevanza della vicenda , ampiamente trattata a suo tempo dai media , così come sono stati pubblicati analoghi atti per fatti sempre di rilevanza pubblica (cito per tutti l’opposizione presentata dall’Avv. Giuliano Pisapia contro la richiesta di archiviazione presentata a favore del sig. Placanica per la morte del sig. Carlo Giuliani a Genova).

La richiesta di archiviazione viene motivata con la tesi secondo cui nella fattispecie oggetto di vilipendio non sarebbe il volto di Gesù Cristo ma , al limite , il quadro su cui esso sarebbe raffigurato e che la non colpevolezza del regista sarebbe comprovata dall’analisi della sceneggiatura dell’opera .

Avverso tale richiesta ho presentato nei termini di legge , l’opposizione che allego , che autorizzo a pubblicare alla luce della rilevanza della vicenda , ampiamente trattata a suo tempo dai media , così come sono stati pubblicati analoghi atti per fatti sempre di rilevanza pubblica (cito per tutti l’opposizione presentata dall’Avv. Giuliano Pisapia contro la richiesta di archiviazione presentata a favore del sig. Placanica per la morte di Carlo Giuliani a Genova).

Pubblicità irriverente

Non bastava la cosiddetta “arte” di Castellucci e compari a offendere Nostro Signore, ora anche la pubblicità vilipenda la religione cattolica!

L’ultimo esempio è quello di un’azienda produttrice di impianti fotovoltaici (la Helios impianti spa di Grosseto) che non ha avuto alcuno scrupolo di mettere in piedi una campagna pubblicitaria basata sulla ridicolizzazione del Mistero più alto e grande della religione cattolica: la Transustanziazione.

 Nello specifico, si tratta di manifesti in cui vi è la foto di una sacerdote al momento dell’elevazione della Santissima ostia, o meglio, della “O” che compone la parola “Fotovoltaico”.

Di una simile trovata, come cattolici, ci riteniamo offesi, perché il sacerdote raffigurato, in quel momento, agisce in “Corpus Christi” e tra le sue mani non vi è un semplice pezzo di pane, ma il Corpo di Nostro Signore Gesù Cristo, morto in Croce per noi, il cui Sacrificio è ripetuto, in modo incruento, in ogni celebrazione.

Ci auguriamo inoltre che la pubblicità non voglia proporre seriamente una specie di super-religione/filosofia sincretista trascendente tutte le confessioni religiose e basata sulla credenza nella divinità “Madre natura” (infatti la pubblicità recita:”Vivere green è una filosofia di vita che va oltre il credo religioso….è salvaguardare madre natura….Io credo nel Fotovoltaico. E tu?”). In ogni caso, la campagna pubblicitaria in questione compie almeno una vera e propria “profanazione”, cioè infrange la sacralità dei più alti misteri, manca di rispetto verso ciò che meriterebbe la più alta riverenza, mischia il sacro con il profano.

Pertanto, non possiamo non denunciare questo basso tentativo di sfruttare la nostra Religione per scopi commerciali e si unisce al coro dei tanti cattolici e non, che hanno trovato di pessimo gusto una simile trovata pubblicitaria.

Cristianofobia



   

 

 

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