Triste è il Paese che ha bisogno di Casini

8 agosto – Bertold Brecht diceva:”Triste è il Paese che ha bisogno di eroi”.
Noi potremmo dire:”Triste è il Paese che ha bisogno di Casini”.

Il leader di un partito non si sa com’è , vorrebbe una coalizione non si sa come sarà, per catturare in via definitiva l’unico potere in mano all’elettore e riconsegnarlo nella esclusiva disponibilità della classe politica, come ai mai dimenticati “bei” tempi della Balena Bianca.
La razza democristiana non è solo ed esclusivamente appartenenza politica, ma è sangue che scorre nelle vene fino alle provate e terribili conseguenze.

Casini , appunto : un destino nel nome che può incidere alla grande sugli italici guai.
Sfrontata disinvoltura, trasformismo spacciato per coerenza.
Un Vendola che, nell’ottica casiniana ( o casinista?) , potrebbe valere non so  quante messe.
Casini ha una roccaforte in Sicilia che non è certo una casa di vetro, dove nuotano come pesci i più strani soggetti politici.
La Sicilia , laboratorio casiniano di un futuro politico da “Dio ci scampi e liberi”. Magari aggiungendo agli scampi qualche linguina all’astice.
Il solito menù degli inguaribili forchettoni in servizio permanente.
“Dio lo vuole”, dicevano i crociati; “Pier lo vuole” , dicono gli scudocrociati.
Fermiamoli, prima che sia troppo tardi.

guglielmo donnini



   

 

 

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