Picchiava e affamava la moglie, segregava i figli: arrestato cingalese

San Giuliano Milanese, 8 agosto 2012 Affama la moglie, la picchia e la minaccia di morte. Non pago, vieta ai figli di uscire di casa e di frequentare un corso d’italiano. Ora l’aguzzino, un operaio cingalese di 47 anni, è finito in manette. Ennesimo caso di maltrattamenti in famiglia, nel Sud Milano. Dopo la vicenda della giovane rumena colpita con un mattarello durante una lite in casa, botte e minacce sono toccate in sorte a un’immigrata dello Sri Lanka.
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Ai primi di luglio la donna ha lasciato il Paese d’origine ed è arrivata a San Giuliano, insieme ai figli di 15 e 16 anni, per ricongiungersi col marito, un connazionale già emigrato in Italia. Ma l’uomo, che dopo il suo approdo nel Milanese aveva iniziato una relazione con un’altra, mal sopportava l’idea che la moglie e i figli s’istallassero in pianta stabile nella sua abitazione in città. Così, per far capire alla consorte che la sua presenza non era gradita, il 47enne ha pensato di usare le maniere forti.

Pugni e schiaffi hanno trasformato in un inferno le giornate della vittima, a volte minacciata di morte, a volte tenuta senza soldi e senza cibo. Il sogno di una vita serena nel Paese d’adozione si è trasformato in un incubo per la giovane straniera che, dopo l’ennesimo abuso, ha trovato il coraggio di rivolgersi al Consultorio familiare per ricevere assistenza legale e raccontare tutto ai carabinieri. Le indagini sono partite subito e hanno portato alla denuncia dell’aggressore. Ma era solo l’inizio.

L’altro giorno, per il 47enne è scattato l’arresto, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Lodi in base agli elementi forniti dall’Arma. I maltrattamenti, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbero avuto inizio già nello Sri Lanka e sarebbero proseguiti in Italia tra percosse, ingiurie e minacce. Spesso, anche sotto l’effetto dell’alcol, l’uomo si scagliava contro la moglie. Una strategia del terrore che, secondo il suo esecutore, avrebbe dovuto portare la compagna a uno sfinimento fisico e morale, per indurla ad accantonare per sempre il proposito di ricongiungersi a lui.

Le angherie del 47enne non risparmiavano nemmeno i figli, ai quali il padre-padrone impediva di uscire di casa. Inoltre, ai ragazzi era stato vietato di frequentare il corso d’italiano che i due avrebbero voluto seguire, dopo l’arrivo a San Giuliano, per ambientarsi nel nuovo contesto. L’operaio, che da lunedì si trova dietro le sbarre, dovrà ora rispondere di maltrattamenti continuati e violazione degli obblighi di assistenza famigliare. Finché resterà al fresco, moglie e figli abiteranno nella sua casa di San Giuliano.

alessandra.zanardi  – ilgiorno.net



   

 

 

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