Corte dei Conti: “sulla lotta all’evasione i comuni non s’impegnano”

3 ago. – Il rischio di dissesto per molti enti locali “e’ vero”, visto che “le spese non scendono abbastanza, perche’ costi di personale e interessi sul debito pesano ancora troppo, e nei bilanci spesso non viene fatta abbastanza pulizia, a cominciare dai tenti residui attivi dubbi”.

Lo sottolinea in un’intervista alla Stampa il presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, puntando il dito anche contro gli scarsi risultati della lotta all’evasione condotta dai Comuni, nonostante sia a loro destinato il 50% degli eventuali introiti. “L’apporto dei comuni all’azione di accertamento – argomenta – e’ stato alquanto circoscritto in valori assoluti e fortemente concentrato sul piano territoriale”.
In sostanza, spiega il presidente della Corte dei Conti, “le somme riconosciute ai comuni nel 2010 non arrivano a 1,2 milioni di euro distribuiti su 973 accertamenti per lo piu’ concentrati in Emilia-Romagna”. E sulle lamentele dei Comuni riguardo ai nuovi tagli imposti dalla spending review, Giampaolino dice: “Il comparto della finanza locale registra, negli ultimi esercizi, un progressivo irrigidimento della spesa corrente. Nonostante la riduzione, in termini aggregati di questi valori, anche per effetto di misure di contenimento che dalla manovra estiva del 2011 vanno a incidere soprattutto sulla spesa di personale, i saldi di parte corrente non migliorano in misura proporzionale. E peraltro ci sono segnali che evidenziano nel 2011 difficolta’ da parte dei Comuni nel controllo dei conti”.

Cio’ e’ l’effetto, spiega, “del progressivo decremento delle entrate e, tra queste, di quelle per trasferimenti erariali, non compensate da un pari taglio delle spese, le quali denotano un carattere fortemente rigido per l’incidenza significativa, soprattutto nei piccoli Comuni, delle spese di funzionamento dell’ente a cominciare da quelle del personale, e per l’incidenza degli oneri per ammortamento del debito”.

Per Giampaolino “resta inteso che piu’ ampi margini di risparmio vengono essenzialmente da un processo di razionalizzazione degli apparati. Occorre eliminare le ridondanze della spesa“. Soprattutto “gli enti piu’ piccoli devono orientarsi sempre di piu’ verso una gestione associata dei servizi e poi vanno proseguite tutte le azioni dirette a una revisione generale del sistema degli organismi e delle societa’ partecipate”.



   

 

 

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