Monti: scudo anti-spread per l’Italia è colpa dei mercati che non capiscono

1 ago – Extrema ratio, ma non fuori discussione. Con tutte le cautele, Mario Monti non ha escluso che alla fine l’Italia sia costretta a ricorrere allo scudo anti-spread se i mercati finanziari non allenteranno la pressione. E perche’ lo scudo sia efficace pero’ deve essere sufficientemente solido e dunque il meccanismo di stabilita’ europeo avra’ “al momento debito” la licenza bancaria, ha spiegato il presidente del Consiglio.

Eppure su questo il governo tedesco non sembra disposta a cedere e lo ha ribadito anche oggi. Alla vigilia del board della Bce, poi, il presidente della Bundesbank ha avvertito Mario Draghi a non andare oltre il suo mandato. Un monito che Monti ha respinto richiamando le banche centrali, leggi Buba, al rispetto dell’indipendenza della Bce. “L’idea di base e’ che proprio in questo momento l’Italia non sembra avere bisogno di aiuti particolari, certo non per il salvataggio di tutta la sua economia.

Gli aiuti potrebbero essere necessari, forse, in relazione alla lentezza con la quale i mercati comprendono gli sforzi compiuti e i risultati raggiunti”, ha spiegato Monti nella conferenza stampa seguita al suo atteso incontro a Helsinki con il premier finlandese Jyrki Katainen. Il premier ha sciolto cosi’ i dubbi sollevati da un’intervista rilasciata al quotidiano finlandese Helsingin Sanomat; aveva evocato possibili aiuti ma non era chiaro se si riferisse all’Italia. Ma proprio dell’Italia stava parlando.

Detto questo, Monti ha chiarito che un intervento stabilizzatore gia’ di per se’ potrebbe risolvere la situazione. “Quello che ha bisogno di essere aiutato e’ il funzionamento dei mercati dei titoli di stato nell’eurozona. Se questo aiuto sara’ dato nel senso di una maggiore governance della stabilita’ dei mercati del debito nell’eurozona, l’Italia sara’ aiutata de facto”, ha sottolineato. Perche’ “l’Italia e’ in una situazione comoda dal punto di vista dei suoi conti e in una situazione scomoda per via di spread irrealisticamente alti”.

E sul fatto che le piazze finanziarie si muovano a prescindere dai dati reali Monti ha trovato il sostegno di Katainen. “I mercati finanziari non stanno valutando i paesi come dovrebbero“, ha detto, “iI livelli dello spread sono troppo alti in molti paesi non per via della situazione economica, come per esempio in Italia, ma per la situazione generale”. Per questo, ha riconosciuto il premier finlandese, “tutti i Paesi devono fare cio’ che e’ necessario da soli” ma al contempo “serve una soluzione europea per dare loro piu’ tempo e piu’ tempo ai mercati finanziari di valutare cio’ che fanno”. Un “doppio binario” che Monti condivide: “da un lato servono sforzi indefessi per fare i compiti a casa dall’altro deve esservi una soluzione europea anche sullo spread”.

L’Ue pero’ su questo continua a marciare divisa. Alla vigilia del board della Bce, dalla banca centrale tedesca e’ arrivato un messaggio chiaro. “Siamo la maggiore e la piu’ importante banca centrale dell’eurosistema e abbiamo una voce piu’ importante rispetto ad altre banche centrali dell’eurosistema”, ha detto il presidente Jens Weidmann. La Bce, ha avvertito, non deve oltrepassare il suo mandato, Non solo. Per la Buba c’e’ il rischio che abbassando gli spread i Paesi si ridurrebbe la pressione sui Paesi che devono fare le riforme. Un’uscita, l’ultima di una lunga serie, che Monti non ha nascosto di non gradire.

“Spero che tutti i componenti del sistema europeo e delle banche centrali mostrino lo stesso grado di rispetto per l’indipendenza della Bce che mostrano i governi”, ha scandito. Non senza parole di grande apprezzamento per Draghi. “Penso che la dichiarazione della settimana scorsa sia stata interessante, coraggiosa e appropriata”, ha assicurato, “mi ha impressionato in particolare dalla chiarezza con cui ha detto che spread eccessivi minano l’efficacia dei meccanismi di trasmissione delle politiche monetarie, cosa che e’ chiaramente nel mandato della Bce”. Ma di la’ delle posizioni della Bundesbank, e’ nel confronto con Merkel che si gioca la vera partita. Monti lavora.

Il premier vedra’ la cancelliera tedesca a meta’ agosto. Ed e’ fiducioso che alla fine del percorso l’Esm avra’ uno strumento che Monti considera indispensabile: “Credo che dare la licenza bancaria all’Esm aiuterebbe e credo che questo, a tempo debito, succedera’”.Quando le autorita’ europee “percepiranno che debba esservi un rafforzamento dell’attivita’ dell’Esm , questo potrebbe aiutare”.
Berlino ha fatto muro. Fornire mezzi illimitati all’Esm “non e’ nei nostri progetti”, ha chiarito il portavoce del governo. Per la stampa tedesca, con la dichiarazione da Helsinki, Monti “ha aperto un conflitto” con Merkel.

Intanto si lavora sulla strategia da mettere in campo subito. “Abbiamo in mente e’ una sorta di intervento da parte dell’Efsf, dell’Esm e della Bce in varie combinazioni”, ha riferito il premier. In questo modo, i Paesi virtuosi potrebbero avere una boccata d’ossigeno.
Su quel ‘virtuosi’ e sul riconoscimento delle virtu’ dell’Italia Monti punta molto. Per questo oggi e’ arrivato a Helsinki: per spiegare alla severa Finlandia, che un mese fa aveva minacciato il veto sullo scudo anti-spread, un Paese che ha un debito “stabilmente” in discesa, che l’anno prossimo arrivera’ al pareggio di bilancio e gia’ quest’anno manterra’ sul 2% il rapporto deficit/pil. “La Finlandia e’ un esempio per come ha saputo affrontare la terribile crisi dei primi anni ’90. Dobbiamo imparare da voi, e velocemente”, ha sottolineato Monti. E il messaggio che l’Italia si sta rimettendo in carreggiata , hanno riferito fonti diplomatiche, e’ stato compreso. agi



   

 

 

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