Grillo: “processiamo i partiti” come i nazisti a Norimberga

17 giu. – Beppe Grillo ha invocato una ‘Norimberga’ dei partiti. “Un processo pubblico alla classe politica e’ necessario. Senza violenza. Siamo un popolo civile.   Truffato, spolpato, fottuto, immiserito, deriso, ma comunque civile”, ha scritto il leader del Movimento 5 Stelle sul suo blog.

“Nessuno puo’ pensare di sostituirsi alla magistratura o di evocare nuove piazzale Loreto. Saint Just e Robespierre non sono esempi da imitare, anche perche’ finirono, pure loro, sul carretto che conduceva i condannati alla ghigliottina”, ha ricordato, “il processo deve essere morale, collettivo. Ogni cittadino deve avere il diritto di sputo virtuale”.

Dunque, ha chiesto Grillo, “chiunque abbia ricoperto nella Seconda Repubblica un’importante carica pubblica, tra questi i parlamentari, i ministri, i sottosegretari, i presidenti di regione, i sindaci dei capoluoghi di provincia, i presidenti di provincia, oltre ovviamente ai presidenti del Consiglio e ai presidenti delle Camere, dovra’ rendere noto pubblicamente in Rete il suo patrimonio prima e dopo la sua investitura.
Motivare, se esistono, le ricchezze accumulate durante il suo incarico. Case, patrimoni, regalie inconsapevoli”.

Si tratta, ha sottolineato, di “un atto dovuto che premiera’ chi non ha nulla da nascondere. In questo Paese si e’ radicata l’idea, sbagliata, che sia naturale per un politico arricchirsi, in effetti e’ difficile trovare un politico in miseria o qualcuno uscito dai Palazzi del Potere con le pezze al culo. Lo stipendio e i benefit che ricevono i politici, pur eccessivi, non sono sufficienti per diventare benestanti.
Quindi le fonti, in caso di ricchezza, devono essere state altre”. “I cittadini vorrebbero sapere quali e anche i magistrati.

Conoscere, ad esempio, i motivi per cui il ministro Z o il senatore B si e’ ritrovato a fine legislatura con un paio di appartamenti in piu’ o mezzo milione di euro sul conto della moglie”, ha insistito, “un’analisi patrimoniale, in piena trasparenza, che copra il periodo della Seconda Repubblica, con il disprezzo dei cittadini e l’isolamento sociale verso chi ha abusato dello Stato per i propri interessi e l’intervento della magistratura in caso di reato. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure”. (AGI)



   

 

 

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