Parroco muore, voleva salvare una statua della Madonna

ROVERETO (MODENA) – Un prete di campagna ha solo la sua chiesa. Poco importa se non fa parte della storia dell’architettura, se non ospita grandi capolavori. Ogni statua, ogni arredo, e’ come se fosse un pezzo del paese. Don Ivan Martini, 65 anni, da nove parroco di Rovereto, uno dei paesi della Bassa modenese maggiormente colpita dal sisma, e’ morto in mattinata nella sua chiesa crollata. Proprio come i due frati di Assisi (padre Angelo Api e il seminarista polacco Borowec Zdzislaw), morti il 26 settembre 1997 insieme a due funzionari della soprintendenza delle belle arti (Claudio Bugiantella e Bruno Brunacci) sepolti dagli affreschi di una delle chiese piu’ belle del mondo crollati durante un sopralluogo all’altare maggiore.

Don Ivan voleva bene alla sua chiesa e a cio’ che c’era dentro. La parrocchia di Santa Caterina era stata danneggiata e resa inagibile dal precedente sisma, ma si doveva fare un sopralluogo per salvare un po’ di arredi che c’erano dentro. Cosi’ stamattina, accompagnato da due vigili del fuoco, e’ entrato nella chiesa per cercare di salvare alcune statue fra cui, in particolare, una statua della Madonna alla quale molti dei suoi parrocchiani erano particolarmente devoti. E’ li’ che il forte terremoto lo ha sorpreso. Don Ivan e’ stato colpito dal crollo, di una pietra o di una trave, che non gli ha lasciato scampo. Illesi, invece, i due vigili del fuoco che erano con lui e che sono riusciti a mettersi in salvo. Rovereto cosi’, in mezzo a tanti danni riportati dalle strutture, piange la sua unica vittima, il suo parroco, al quale il paese voleva bene.

Non e’ per niente facile fare il prete fra comunisti e immigrati che chiamano Dio con un altro nome. ”Don Ivan era uno veramente in gamba”, racconta un suo parrocchiano, accompagnando l’elogio ad un gesto esplicito, ma non certo irrispettoso, che descrive il coraggio col quale esercitava la sua missione. E’ rimasto ferito, invece, un altro parroco che e’ stato coinvolto da un crollo nel duomo di Carpi. In un primo momento si era temuto per la sua vita, si era addirittura diffusa la notizia della sua morte. In realta’ ha riportato solamente qualche lieve danno fisico e una grandissima paura, come il resto dei suoi parrocchiani. ansa



   

 

 

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