Parco nazionale delle 5 terre: Bonanini riviato a giudizio per truffa, peculato, corruzione, calunnia, abuso d’ufficio e concussione

6 MAG – L’ex presidente del Parco nazionale delle 5 Terre Franco Bonanini, detto ‘Il Faraone’, è stato rinviato a giudizio. Il processo si terrà il 29 settembre. Si chiude così l’inchiesta denominata ‘Mani unte’ che decapitò il Parco delle 5 Terre e il Comune di Riomaggiore. Con Bonanini sono state rinviate a giudizio altre 15 persone. Chiamati a vario titolo a difendersi dall’accusa di associazione a delinquere finalizzata a truffa, peculato, corruzione, calunnia, abuso d’ufficio e concussione.

Tra gli altri, coinvolti l’ex capo Ufficio tecnico Graziano Tarabugi, l’ex comandante dei vigili urbani Aldo Campi e un’impiegata del Comune di Riomaggiore, Nicla Pecunia. Per le truffe consumate e tentate per ottenere finanziamenti regionali e gli atti falsi che davano per eseguiti lavori non svolti ma liquidati sono stati rinviati a giudizio Roberto Dell’Omodarme, Auro Manfredi, Carlo Colliva, Umberto Paganini, Francesco Costa. Quest’ultimo e’ accusato anche di corruzione in concorso con Tarabugi.

Nei guai anche quattro ‘talpe’, accusate di rivelazione di segreto d’ufficio e favoreggiamento: i funzionari della Regione Gianni Della Casa, Enrico Bonanni, la moglie di quest’ultimo, Cinzia Marchiori e l’imprenditore Daniele Carpanese oltre a Lucia Cambi, accusata di rivelazioni di segreti d’ufficio. A processo anche Concetta Gasparini, moglie dell’ex presidente, per i falsi relativi ai lavori nel fondo alla marina di Riomaggiore. quotidiano.net



   

 

 

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