I ciclisti potranno andare contromano, via libera del ministero

5 apr. – Parere positivo alla circolazione in bicicletta nei due sensi di marcia nelle strade a senso unico arriva dalla direzione generale per la sicurezza stradale del ministero Infrastrutture e Trasporti, accogliendo una proposta della Federazione Italiana Amici della Bicicletta. Una soluzione tecnica che può essere applicata “su strade larghe almeno 4,25 metri, in zone con limite di 30 km/h, nelle zone a traffico limitato e in assenza di traffico pesante”. Praticamente nella stragrande maggioranza dei centri urbani delle città. “Siamo veramente soddisfatti e ringraziamo il ministero per questa apertura verso la mobilità ciclistica. Ha finalmente prevalso il buon senso”, dice Antonio Dalla Venezia, presidente della federazione che da anni chiede di consentire, nei centri urbani, il doppio senso di marcia nelle strade a senso unico.

“Alcuni comuni virtuosi e coraggiosi, come Reggio Emilia – sottolinea Dalla Vecchia – hanno introdotto giù questa soluzione che consente al ciclista di usufruire di tragitti più brevi, evitando di seguire i sensi unici pensati esclusivamente per le auto e che portano il ciclista a fare giri molto più lunghi. Praticamente una maniera per scoraggiare l’uso della bicicletta”. La novità si basa sulla tesi, portata avanti dalla Fiab, secondo la quale in attesa di un aggiornamento normativo fosse possibile promuovere la conversione di alcuni sensi unici a doppio senso limitato alle biciclette, concedendo una direzione a tutti i veicoli e due esclusivamente alle biciclette.

In Europa la pratica è diffusa e prevede, sulla segnaletica stradale delle vie a senso unico, l’applicazione di un cartello integrativo con la scritta “eccetto bici”. In Italia alcuni comuni hanno già adottato tale soluzione, ma si tratta di mosche bianche. “Il Ministero, finalmente, dando parere favorevole alla nostra proposta, pur con prescrizioni compatibili con i contesti urbani, di fatto ha offerto alle amministrazioni locali un nuovo strumento a favore del traffico ciclistico – spiega Enrico Chiarini, responsabile area tecnica della Fiab – Ma non è tutto. L’applicazione di tale soluzione consentirà il completamento a basso costo della rete ciclabile urbana di molti comuni italiani e di fatto offrirà al ciclista interessanti alterative a strade fortemente trafficate”. (Adnkronos)



   

 

 

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