UE: 1000 miliardi per l’emergenza clima piu’ altri 200 per progetti e programmi extra Ue

BRUXELLES – Nella proposta di bilancio per il periodo 2014-2020, la Commissione europea ha previsto un‘azione a tutto campo dedicata all’emergenza clima. Per la prima volta, l’azione sarà trasversale in tutti i principali settori delle politiche dell’Unione, dal sostegno alle regioni ad agricoltura, ricerca e innovazione, per un totale di 1.000 miliardi di euro.

La stima è che solo i costi delle misure di mitigazione, cioé di taglio delle emissioni di CO2, costino all’Ue circa 125 miliardi di euro l’anno. Ma anziché creare un fondo ad hoc per il clima, la Commissione europea vuole aumentare la quota del bilancio totale che contribuisce agli obiettivi climatici portandola ad almeno il 20% della spesa. Attualmente l’Ue finanzia ad esempio l’efficienza energetica e il miglioramento delle connessioni di rete per le rinnovabili, ma rappresentano solo il 5-7% della spesa annua totale. I negoziati con Parlamento europeo e Stati membri sono in corso, ma se le proposte fossero accolte il bilancio ‘amico del clima’ arriverebbe a quota mille miliardi di euro per il periodo 2014-2020 per attività all’interno dell’Ue e a circa 200 miliardi di euro per progetti e programmi extra Ue.

L’esecutivo europeo propone ad esempio che le regioni più ricche dell’Unione, quelle con un Pil superiore al 75% della media dell’Ue, impieghino almeno il 20% delle risorse disponibili del fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) per investimenti nell’efficienza energetica e nelle energie rinnovabili. Per quelle più povere, in Italia quelle del Sud, le risorse pro-ambiente dovrebbero arrivare almeno al 6%.

Oltre a triplicare i finanziamenti per le attività legate alla lotta contro i cambiamenti climatici del programma ambientale Life (800 milioni di euro in sette anni), la Commissione europea punta anche su altri settori. Come il nuovo meccanismo per collegare l’Europa, che prevede investimenti in trasporti, energia, reti intelligenti, integrazione della produzione da fonti rinnovabili.

Bruxelles punta anche sul contributo degli agricoltori: almeno un quarto del fondo agricolo per lo sviluppo rurale dovrebbe essere speso dagli Stati membri per nuovi programmi di sviluppo agricolo, che riguardano l’adattamento ai cambiamenti climatici e la gestione dei terreni. Mentre il 30% dei pagamenti agli agricoltori dovrebbe essere subordinato a buone pratiche ambientali. Altro capitolo utile è quello dell’innovazione, con il nuovo programma quadro “Orizzonte 2020”, con il 35% del bilancio destinato al clima e il 60% allo sviluppo sostenibile. ansa



   

 

 

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