Angeletti (UIL) attacca Fornero: “Va licenziata per giusta causa”

3 mar. – “La vicenda dell’articolo 18, cosi’ come la vicenda degli esodati, sono fondati motivi per il licenziamento del ministro del Lavoro, Elsa Fornero“. Lo ha detto il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti.
Esodati e articolo 18, ha insistito Angeletti sono “una giusta causa” per licenziare la titolare del dicastero del Lavoro e delle Politiche Sociali. “Purtroppo – ha poi detto il leader sindacale a SkyTg24 – abbiamo dovuto constatare che malgrado i nostri sforzi l’epoca della concertazione e’ finita”.

ANGELETTI: NO CHANCE PER RIFORMA SENZA ACCORDO MAGGIORANZA

Il Parlamento non approvera’ la riforma del mercato del lavoro senza un preventivo accordo nella maggioranza, ha sostenuto il segretario generale della Uil. E’ questa la conseguenza, ha poi sottolineato, “dell’azione del ministro del Lavoro, Elsa Fornero”. “Non vedo nessuna chance politica per cui si riesca a varare una riforma di questo genere nel Parlamento nei prossimi mesi senza un preventivo accordo nella maggioranza”, ha detto Angeletti.

ANGELETTI: TROPPE TASSE CREANO DISOCCUPAZIONE, MOBILITIAMOCI

Il vero problema che abbiamo e’ l’eccessiva pressione fiscale sul lavoro dipendente, che non solo genera un’ingiustizia sociale ma anche la disoccupazione”, ha detto Angeletti. Per questo, ha aggiunto, “e’ ora di mobilitarci sul serio”.

ANGELETTI, CON POLITICA TECNICI SPINTA VERSO RECESSIONE

La politica dei tecnici “ha dato una spinta verso la recessione” ha aggiunto il segretario generale della Uil.
“Avevamo una fondata fiducia nella possibilita’ che il Governo fosse capace di affrontare l’emergenza economica – ha detto il leader sindacale -. Eravamo convinti che bisognasse avere un atteggiamento collaborativo e non essere pregiudizialmente ostili, ma abbiamo visto che il prodotto della loro politica, ammesso che abbia parzialmente risanato il bilancio dello Stato, ha dato una spinta verso la recessione“. Secondo Angeletti “con una recessione di queste dimensioni prolungata nel tempo anche l’obiettivo del deficit zero rischia di essere difficile da raggiungere. Nel frattempo – ha concluso – aumenteranno i disoccupati, abbiamo gia’ perso mezzo milione di posti di lavoro ed e’ realistico che nel 2012 ne perderemo altri 300mila”. agi



   

 

 

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