Passera: regole hanno tolto capitale alle banche, occorre “spingere su investimenti di concessionari autostradali”

29 marzo – L’azienda Italia ha un problema “di credit crunch”: “dobbiamo agire subito”. E’ quanto ha affermato il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, nel corso di una audizione alla commissione Bilancio della Camera. “Il tema del credito e’ diventato – sono parole di Passera un ‘super tema’ per una seria di gravi cause: mancanza di liquidita’, aumento delle sofferenze, regole bancarie che hanno tolto altro capitale alle banche e si e’ creato un vero e proprio credit crunch. Dobbiamo agire subito”.

Lo stesso ministro ha poi fatto presente che il Governo punta sugli investimenti autostradali: occorre “spingere sugli investimenti dei concessionari autostradali”. “Da tempo non cresciamo in modo adeguato e ora siamo nel pieno di una seconda recessione”.

“Da tempo non cresciamo in modo adeguato e ora siamo nel pieno di una seconda recessione”. E’ quanto ha affermato il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, nel corso di una audizione alla commissione Bilancio della Camera. “Siamo in crescita negativa come, peraltro, premesso da mesi – ha aggiunto Passera – e probabilmente se vogliamo prendere per buone le previsioni, durera’ per tutto l’anno in corso. Il nostro compito e’ invertire questa tendenza che, non solo non crea posti di lavoro ma rischia di creare ulteriori problemi”. Il ministro ha ribadito che bisogna pensare ad una “crescita sostenibile dal punto di vista finanziario e non basata sul debito”. Ed e’ per questo, ha sottolineato, che “occorre agire sulle ragioni strutturali della non crescita”.

“Siamo in crescita negativa come, peraltro, premesso da mesi – ha aggiunto Passera – e probabilmente se vogliamo prendere per buone le previsioni, durera’ per tutto l’anno in corso. Il nostro compito e’ invertire questa tendenza che, non solo non crea posti di lavoro ma rischia di creare ulteriori problemi“. Il ministro ha ribadito che bisogna pensare ad una “crescita sostenibile dal punto di vista finanziario e non basata sul debito”. Ed e’ per questo, ha sottolineato, che “occorre agire sulle ragioni strutturali della non crescita”. agi



   

 

 

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