Confcommercio: aumento Iva gravemente recessivo, stangata complessiva di 803 euro a famiglia

23 marzo – Per la Confcommercio sono “urgenti azioni di contenimento della spesa pubblica nell’ambito della spending review e dell’esercizio della delega fiscale per il riordino delle agevolazioni, per sostituire all’aumento dell’Iva qualche piu’ salutare correttivo che non abbia effetti cosi’ gravemente recessivi”.

Lo si legge nel rapporto sulle “Prospettive economiche dell’Italia nel breve-medio termine”, a cura del direttore dell’Ufficio Studi dell’associazione, Mariano Bella, presentato al via della due giorni organizzata a Cernobbio, sulle rive del lago di Como.

“UNA STANGATA DA 803 EURO” “Si tratterebbe infatti di un aggravio di spesa pari a 418 euro annui a famiglia solo di effetti diretti si legge nel comunicato -, senza considerare gli arrotondamenti dei prezzi e i fenomeni speculativi. Cifra che va ad aggiungersi ai 385 euro di maggiore spesa a famiglia determinata dal precedente aumento dell’Iva di settembre, quando l’aliquota è passata dal 20 al 21%.

Ciò significa una stangata complessiva per effetto dell’Iva pari a 803 euro annui a famiglia. Una spesa che molti nuclei familiari non possono permettersi di affrontare, e che spingerebbe migliaia e migliaia di cittadini nella fascia di povertà, con effetti disastrosi sul fronte dei consumi e relative ricadute negative sulle piccole e medie imprese. L’aumento dell’Iva, inoltre, accentuando la crisi delle imprese, porterebbe a licenziamenti di massa con effetti disastrosi anche sul fronte sociale”.



   

 

 

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