Nasce Confederazione islamica d’Italia, unite 250 moschee

22 marzo – Nasce dopo una lunga gestazione la prima Confederazione islamica italiana che unisce 250 moschee sparse su tutto il territorio nazionale e che hanno scelto di condividere alcuni valori comuni. A volerla e a lavorare sul progetto, sin dal 2009, il Centro Islamico Culturale d’Italia – Grande Moschea di Roma – e il suo segretario generale, Abdellah Redouane.

A tenere a battesimo la Confederazione, un congresso tenutosi nella Capitale, lungo l’intera giornata di ieri, durante il quale il nuovo organismo si e’ dotato di un consiglio direttivo e ha eletto il suo presidente, il marocchino Fihri Wahid. “Si tratta di un progetto storico”, commenta ad ANSAmed, l’ambasciatore del Marocco a Roma, Hassan Abouyoub, che finalmente consentira’ alla popolazione islamica presente in Italia di avere un nuovo interlocutore. Della Confederazione, precisa il diplomatico, “fanno parte unicamente le moschee di tradizione malichita, che rispettano l’Islam moderato“.

Rimangono dunque fuori i luoghi di culto legati all’Unione delle Comunita’ e Organizzazioni Islamiche in Italia (Ucoii), spesso oggetto di polemica in quanto accusata di avere posizioni piu’ radicali. Diversi segnali di approvazione sono arrivati anche dalle altre confessioni religiose italiane: la presenza al congresso inaugurale del presidente dell’Unione delle Comunita’ ebraiche italiane, Renzo Gattegna, e i messaggi augurali inviati dal presidente del Consiglio europeo degli Ulema islamici, lo sceicco Mohammed Tughani, e il presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo interreligioso del Vaticano, il Cardinale Jean-Louis Tauran.

Il fine della Confederazione, è scritto nella Carta, “è quello di consentire l’armonizzazione della comunita’ islamica con le altre componenti”. Altro aspetto importante, avvertono i fondatori della Confederazione, “è quello di creare le condizioni migliori per garantire dignita’ e liberta’ di culto, nonche’ sottolineare l’importanza che i luoghi di culto riflettano il genio creativo e lo splendore della cultura italiana per contribuire a collocare l’Islam in una prospettiva di integrazione e di dialogo con le altre religioni presenti”.

Tra le novita’, la formazione degli Imam, aspetto alquanto complesso, finora mai risolto dall’Islam italiano, al contrario di altre comunita’ musulmane europee, come quella francese. Oltre al presidente, Wahid, esponente della comunita’ marocchina di Bologna, il consiglio direttivo si compone di 16 persone, di cui fanno parte giovani e donne. (ANSAmed).



   

 

 

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