Aumento dell’IVA al 23%: avra’ effetti negativi devastanti

7 mar – Il nuovo aumento dell’aliquota IVA, che sarà portata al 23%, annunciato ieri in televisione dal viceministro all’Economia Vittorio Grilli, e’ la dimostrazione che il Governo preferisce far cassa mettendo le mani nelle tasche degli italiani piuttosto che tagliare una spesa pubblica senza limiti e caratterizzata da inutilita’ e sprechi, e rendere piu’ efficiente e meno costosa la macchina statale.

E’ quanto rileva la Confesercenti sottolineando che la decisione dell’esecutivo avra’ altri effetti collaterali: con un Paese in recessione e i consumi in stallo, l’ulteriore aumento dell’IVA allontanera’ sempre di piu’ la crescita di cui l’Italia ha disperatamente bisogno, gelando di nuovo i consumi, colpendo anche il turismo e gravando indifferentemente su tutte le classi di reddito. Come si potra’ poi pretendere che le imprese aggancino la ripresa economica?

Con il raggiungimento del 23%, l’IVA del nostro Paese non solo scavalca la media dei 27 Stati della Ue (20,9%) ma supera anche abbondantemente quella delle altre economie europee di dimensioni comparabili, come Francia (19,6%), Spagna (18%) e Germania (19%) e si avvicina, in qualche caso superandole, a quelle degli Stati scandinavi, come Danimarca e Svezia (25%), e Finlandia (22%). Un peso insostenibile per i cittadini e le imprese d’Italia, su cui grava una tassazione diretta gia’ altissima, con una pressione fiscale che raggiungera’ il 46% nel 2013. Bisogna invertire la rotta, o l’Italia rischia di affondare. agi



   

 

 

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