Decreto “Salva Italia”? Salasso circa 371 euro a famiglia

6 marzo – Iniziano a farsi vedere i primi effetti del decreto “Salva Italia” varato dal governo Monti lo scorso dicembre. In arrivo la prima stangata per i cittadini. Nella busta paga di marzo i contribuenti si vedranno detrarre l’addizionale regionale Irpef riferita al 2011 comprensiva degli aumenti retroattivi istituiti dalla manovra finanziaria. L’aliquota passa dallo 0.9% all’1,23%. La Uil servizi quantifica in 371 euro la stangata media per le famiglie.

Oltre alla regionale a marzo scatta anche il pagamento dell’acconto del 30% dell’addizionale comunale Irpef. Anche quest’imposta ha subito aumenti per effetto dello sblocco delle aliquote varato dalla manovra Tremonti dello scorso agosto. Moltissimi comuni, 301 in tutta Italia, non appena deliberato lo sblocco hanno subito operato al rialzo sulle aliquote, portando l’imposta da circa 129 euro a 177 euro pro capite. E hanno tempo fino a giugno per deliberare ulteriori ritocchi.

Le addizionali Irpef incidono più pesantemente sulle buste paga perché non ci sono detrazioni. Il loro importo si riferisce all’imponibile puro, a differenza della tassazione Irpef nazionale che gode particolari detrazioni e viene calcolata su un importo, di conseguenza, ridotto.

Queste le trattenute che riguardano il primo trimestre 2012. A giugno la scadenza della prima rata della nuova Imu potrà andare ad aggiungersi a nuovi aumenti in discussione in questi mesi.

Il quadro non è roseo nemmeno per le imprese. In questi mesi è al vaglio la revisione delle aliquote Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive. La Cgia di Mestre ha quantificato il rischio di un gettito imposto di circa 3,5 miliardi di euro. tgcom



   

 

 

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