Il trend è delle pezze al culo, ma non è una moda.

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ROMA, 1 Mar – L’inferno è lastricato di buone intenzioni. Come non essere d’accordo con gli illuminati governanti pro tempore quando parlano di più Iva e meno Irpef?
Chi più consuma, paghi di più; chi meno consuma, paghi di meno.
Al momento, paghiamo più Iva, e con l’Irpef sappiamo come va.
Dicono, gli illuminati, che una parte del carico fiscale va trasferito dalla fiscalità diretta a quella indiretta.
In chiara sintesi, chi decidesse di andare con le toppe al culo, non per ragioni di trend modaiolo, ma per ridurre i propri consumi, comincerebbe già ad essere “ricco”.
Siccome i dolci fanno ingrassare, e minacciano la nostra vita sana: una Iva robusta potrebbe ridurre le nostre circonferenze e abbassare il colesterolo.
Pasticceri che attentate alla nostra salute attraverso la gola, uno dei sette vizi capitali: cambiate mestiere, o suggerite penitenze dopo il peccato commesso.
Le coscienze pure e illuminate accusano la società del terzo millennio di essere vittima del consumismo, così come avveniva per la società del secondo: tutto si tiene.
Sappiamo chi dovrebbe ridurre e razionalizzare la spesa. Lo scialacquatore dei nostri soldi è lo Stato. Ma la spesa pubblica va come va.
Mentre siamo soffocati dalle manovre anti spread, gli “illuminati” cinguettano in rete.
E le pezze al culo toccano a tanti per necessità più che per scelta.

guglielmo donnini

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