Italia condannata per respingimenti in Libia da Corte europea diritti umani

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha stabilito oggi che l’Italia ha violato la Convenzione sui diritti umani nella vicenda di 24 migranti somali ed eritrei respinti in Libia dopo essere stati intercettati in mare, in quella che fu la prima operazione del genere dopo la firma del trattato di amicizia tra Roma e Tripoli.

I giudici di Strasburgo si sono pronunciati su un episodio di quasi tre anni fa, il 6 maggio 2009, quando tre imbarcazioni con a bordo circa 200 persone salpate dalla Libia furono intercettate a 35 miglia a sud di Lampedusa da navi della Guardia di Finanza e della Guarda costiera.

I migranti furono trasferiti sulle navi italiane e riportati a Tripoli. Secondo la versione da loro resa alla Corte, le autorità italiane non li identificarono e non li informarono della destinazione.

Una volta giunti nella capitale libica, i migranti furono consegnati alle autorità locali, nonostante le loro proteste. L’operazione era la prima di questo genere prevista dall’accordo bilaterale tra Italia e Libia del 4 febbraio ’09.

Nella decisione odierna, i giudici di Strasburgo hanno stabilito all’unanimità che i migranti sono stati esposti al rischio di essere soggetti a maltrattamenti e torture e Libia – respingendo l’obiezione del governo italiano che le persone in questione non avevano lo status di “vittime” – e a quello di essere rimpatriati in Somalia ed Eritrea.

Ma il governo di Roma è stato riconosciuto “colpevole” anche di “espulsione collettiva” e di non aver offerto ai migranti la possibilità di ricorrere alla legge.

L’Italia è stata condannata a risarcire entro tre mesi i migranti con 15mila euro a testa e al pagamenmto delle spese processuali.

Christopher Hein, direttore del Consiglio Italiano per i Rifugiat, ha detto in una nota: “Vogliamo che questo messaggio arrivi in maniera inequivocabile al governo (di Mario) Monti: nel ricontrattare gli accordi di cooperazione con il governo di transizione libico, i diritti dei rifugiati non possono essere negoziati, su questo tema ci aspettiamo dal nuovo esecutivo posizioni chiare e più forti di quelle che abbiamo rilevato in queste settimane”. reuters

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