Imola: “Equilibrio e pluralismo nella scuola”. Veronesi risponde ad Alba Raimondi.

_IMOLA 23 Feb – Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Matteo Veronesi: Cara Alba, rispondo qui alla tua lettera recentemente pubblicata sul “Carlino” in margine al dibattito suscitato dall’interrogazione del consigliere Boschi circa la gestione ideologicamente orientata a sinistra del Polo Liceale imolese.

In primo luogo, credo e spero che nella mia scuola nessuno bestemmi, né insegnanti né alunni, contrariamente a ciò che tu temi.

Più preoccupante è, semmai, che in Italia circolino indisturbati, in centinaia di migliaia di copie, libri pseudo-scientifici in cui si sostiene, semplicemente (nonostante l’Editto di Nazareth, l’inchiesta di Tiberio, le testimonianze non cristiane di Tacito, Svetonio, Plinio il Giovane, Giuseppe Flavio…), che Cristo non è mai esistito.

Eppure è giusto che perfino quei libri circolino, e che un insegnante, se vuole, ne parli. È appunto la scuola che dovrebbe dare agli alunni una coscienza culturale che consenta loro di capire che quei libri negano la storia e cercano di uccidere la memoria.

Del resto, a sradicare del tutto la Religione, ogni religione, non ci riuscì neppure, nell’Albania comunista, nonostante questo fosse il suo esplicito disegno, Enver Hoxha, che non usava solo le parole. Non ci riusciranno, dunque, qualche cafone o qualche cialtrone.

Ecco, appunto, riguardo al problema, da te sollevato, di una possibile propaganda partitica, è triste che gli studenti sappiano tutto, anche troppo, del presunto, gravissimo “pericolo antidemocratico” che il feroce tiranno di Arcore rappresenterebbe (o avrebbe rappresentato), quasi che Monti non fosse comunque asservito all’onnipotente Capitale (non produttivo, nel suo caso, ma finanziario, bancario e speculativo), e non abbiano, invece, mai sentito nominare uno come Hoxha, convinto che “nessun partito comunista si fosse mai impadronito del potere senza spargimento di sangue e senza violenza”, e che dunque i Compagni dovessero “prepararsi bene alla presa del potere con la violenza” (così in un proclama ancor oggi fieramente e trionfalmente ostentato da siti Internet che nessuno ha mai accusato, che io sappia, di “neo-comunismo”) .

Invece, ben venga un’assemblea contro l’omofobia. Che non è di destra o di sinistra (Ceausescu, per inciso, spediva gli omosessuali fra le paludi di Jilava, con il famigerato “Articolo 200”).

L’omofobia è un’attitudine infame, vile e criminale, ferocemente coltivata proprio dai totalitarismi, ed è giusto e necessario che la scuola la combatta, con ogni mezzo.

Ciò premesso, devo pur dire che io, se avessi un figlio maschio, forse esiterei a mandarlo in una scuola in cui, durante un’attività educativa, lo si costringe a vestirsi da donna per inculcargli il “rispetto della diversità”. Meglio, a tal fine, fargli leggere Pasolini o Kavafis.
La Redazione di ImolaOggi aggiunge: “Per liquidare i popoli si comincia con il privarli della memoria. Si distruggono i loro libri, la loro cultura, la loro
storia. E qualcun altro scrive loro altri libri, li fornisce di un’altra cultura, inventa per loro un’altra storia. Dopo di che il popolo incomincia lentamente a
…dimenticare quello che è stato. E il mondo attorno a lui lo dimentica ancora più in fretta”. (M. Kundera



   

 

 

4 Commenti per “Imola: “Equilibrio e pluralismo nella scuola”. Veronesi risponde ad Alba Raimondi.”

  1. Non è casuale che a scrivere quelle parole fosse proprio Kundera. Dopo la Primavera di Praga, se non fosse riuscito a scappare a Parigi sarebbe forse finito, come altri insorti, nel Gulag di Snagov, in Romania. Luogo non ameno, pare.

  2. tranquilli … prendete le Foibe … il compagno Presidente ne ha parlato … 70 anni dopo ,ma ne ha parlato … ed ha detto “scuedammocce o passato! “

  3. Il governo Monti sta facendo cose che Berlusconi non confessava neanche a se stesso di voler fare … è per questo che il centrosinistra lo appoggia?

  4. Dalla teoria alla prassi, coerentemente.

    Il 15 marzo 2006 Harry Wu aveva in programma, a Roma, la presentazione del suo libro “Laogai. I Gulag di Mao Zedong”.

    «La presentazione del libro non si è potuta svolgere perché una cinquantina di attivisti dei Centri sociali, armati di mazze, bastoni e spranghe, ha bloccato l’ingresso nella libreria; successivamente alcune persone che volevano assistere al dibattito sono state aggredite selvaggiamente; altri giovani sono stati rincorsi e malmenati per le strade del quartiere e lo stesso Harry Wu a stento si è sottratto al linciaggio»
    (Interrogazione parlamentare presentata alla Seduta n. 39 del 21/9/2006 alla Camera dei Deputati da Fabio Rampelli).

    Non ricordo che all’epoca i media abbiano stigmatizzato particolarmente questo episodio di barbara violenza neo-comunista. Anche perché nessuno sa che accidenti sia un laogai. Meglio non saperlo, per certi aspetti.

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