Europa a solidarietà zero

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ROMA 21 Feb – I palazzi, e molto altro della vecchia Europa, in svendita ai nuovi ricchi del mondo.
Carica di debiti partoriti dalla politica del consenso, del welfare e del pansindacalismo, trascina le sue stanche membra di nobile decaduta e si consegna alla liquidazione del patrimonio accumulato dagli avi.
È stata, a lungo, un’espressione geografica squassata dalle guerre, che hanno lasciato sul terreno milioni e milioni di morti, ma è rimasta il sogno incompiuto dei padri fondatori.
È diventata invece l’Europa dei tecnocrati e dei burocrati, stracarica di costosissimi organismi e di pletoriche strutture, ma incapace di resistere alle scorrerie finanziarie che di continuo l’aggrediscono.
Sentirsi europei è una sovrastruttura identitaria che viene dopo, molto
dopo, il sentirsi italiani, francesi, tedeschi, inglesi.
Tutto sembrava perfetto negli algidi studi dei tecnocrati, lontanissimi dalla realtà vissuta da milioni di individui.
Ma tutto era perfetto anche in quel sogno d’Europa dei grandi idealisti.
La realtà è invece l’egoistica politica della Merkel e la tragedia della Grecia.
Il patto europeo tra i paesi aderenti prevedeva soltanto la buona sorte di ciascuno dei firmatari, non essendo prevista la cattiva di qualcuno.
Chiamiamola, se volete, un’Europa a solidarietà zero.

guglielmo donnini

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