La grafologa che svelerà la vera Fallaci

BOLOGNA 18 Feb – Susanna Matteuzzi, bolognese, è perito della Procura di Firenze per la firma sul testamento della giornalista: «La grande “O” del nome indica un ego imponente»Oriana è entrata nella vita di Susanna lo scorso dicembre.
Travolgendola, come sapeva fare. Ci è entrata con il suo nome e il suo cognome, scritti in calce a un testamento. Oriana Fallaci: una firma importante per un testamento conteso, oggetto di una faida fra gli eredi e di un’inchiesta della Procura di Firenze. Alla grafologa bolognese Susanna Matteuzzi l’onore e l’onere di dire se quella firma è autentica.

In grafologia, la firma rappresenta sia la sfera sociale che quella intima di una persona, ciò che mostra in pubblico e ciò che custodisce gelosamente nel suo privato, persino la sessualità. «Leggere» una firma significa dunque intraprendere un percorso di conoscenza di un individuo. È quello che Susanna Matteuzzi sta facendo con la grande giornalista e scrittrice morta nel settembre del 2006: la sta conoscendo. Leggendo e rileggendo non la firma oggetto di perizia, bensì le altre, quelle dei tanti documenti, delle carte e degli assegni acquisiti nel fascicolo. Quelle che, cioè, sono certamente autentiche. Se la firma del testamento contestato racconterà di Oriana le stesse delle «scritture di comparazione», vorrà dire che è vera. Altrimenti Susanna Matteuzzi non avrà dubbi ad asserire che si tratta di un falso, il prossimo 8 maggio davanti al gip fiorentino Angelo Pezzuti.

Ma cosa dice di Oriana Fallaci la sua grafia? «La grande “O” del nome indica un ego imponente. Le iniziali, più in generale, sono quelle di una personalità istrionica. Il tratto è quello di una donna decisa e di grande potenza. Le due “l” del cognome, marcate e dritte come dei paletti, mi dicono che ci teneva a mantenere una netta distanza dagli altri. Me lo racconta anche il filetto finale, un altra linea di confine fra lei e il resto del mondo», spiega la grafologa.

Quarantadue anni, una laurea in Giurisprudenza e una specializzazione in Grafologia, dal suo studio di via Clavature Susanna Matteuzzi racconta di questa passione nata all’università, osservando gli appunti confusi e così diversi fra loro dei suoi compagni, e alimentata in seguito da Aurelio Valletta, a lungo dirigente della Scientifica e grafologo legale di fama. Valletta diceva che «la firma è lo specchio più fedele dell’anima, il gesto espressivo capace di rivelare la personalità umana». Un comandamento per la sua allieva, che qualche anno fa ha dovuto decodificare un altro «specchio dell’anima» importante, quello di Luciano Pavarotti. Anche in quel caso l’incarico peritale nasceva da un testamento conteso. «Lì finì tutto con un accordo stragiudiziale», precisa.

Diversa la vicenda degli eredi della giornalista fiorentina (diverso
anche il valore del patrimonio conteso) che invece hanno scelto la strada del
penale: a luglio, Paola Fallaci, sorella di Oriana, e suo figlio Antonio hanno
presentato un esposto in Procura in cui affermano che è falsa la firma in calce
al testamento che indica come erede universale Edoardo, l’altro figlio di Paola.
Una brutta storia, comunque vada a finire. L’8 maggio, intanto, ci sarà il
verdetto dei periti: Susanna Matteuzzi per la Procura fiorentina, una collega
milanese per il gip e altri due periti per gli eredi Fallaci.

Corsera:Amelia Esposito

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