Grecia: Atene brucia e i ministri si dimettono contro il piano austerità

10 FEB – La Grecia e’ paralizzata per la seconda volta in pochi giorni da un altro sciopero generale contro le misure di austerita‘ che proseguira’ anche domani. Ma adesso il rischio e’ che – dopo il sofferto accordo fra governo e i tre partiti che lo sostengono per approvare il memorandum voluto dalla troika per concedere il nuovo pacchetto di aiuti al Paese – l’esecutivo guidato dal premier Lucas Papademos “salti” prima ancora di arrivare al voto di domenica in Parlamento.

Il più grande sindacato di polizia ha detto di voler emettere un mandato d’arresto per i creditori internazionali della Grecia per sovvertimento della democrazia, e si è rifiutato di “combattere contro i nostri fratelli”. Un quotidiano ha raffigurato il cancelliere tedesco Angela Merkel in uniforme nazista, con tanto di svastica.

Mentre la rabbia monta, il leader di un partito di estrema destra nel governo di coalizione del primo ministro Lucas Papademos ha detto che non potrà votare in favore dell’accordo di salvataggio da 130 miliardi di euro di cui il paese ha bisogno per evitare la bancarotta.

“Ho spiegato agli altri leader politici che non posso votare per questo accordo sui prestiti”, ha dichiarato in una conferenza stampa George Karatzaferis, numero uno del partito Laos.

“I greci non possono essere ostaggi e servi della gleba. Ci hanno rubato la dignità, siamo stati umiliati. Non posso sopportarlo. Non lo permetterò, non importa quanta fame io abbia”, ha detto Karatzaferis.

A rendere il rischio piu’ reale sono venute oggi le dimissioni di altri cinque tra ministri e vice ministri dopo quelle, ieri, del vice ministro del Lavoro Yiannis Koutsoukous, deputato del socialista Pasok. Oggi, sempre in polemica con l’accordo raggiunto dal governo con la troika, si e’ dimessa la sottosegretaria agli Esteri Mariliza Xenogiannakopoulou del Pasok. Poco prima avevano lasciato l’incarico tutti e quattro i deputati del partito di estrema destra Laos che ricoprivano incarichi ministeriali: il ministro dei Trasporti Makis Voridis, il vice ministro della Marina Mercantile Adonis Georgiadis, il vice ministro della Difesa Giorgos Georgiou e il vice ministro dell’Agricoltura Asteros Rondoulis. Voridis e Georgiadis, comunque, hanno fatto sapere che domenica voteranno a favore dell’accordo con la troika, al contrario dei loro due colleghi di partito.

Il dissenso del Laos dalle scelte del governo, gia’ emerso ieri, e’ stato confermato dal suo leader Giorgos Karatzaferis il quale ha detto oggi che egli e il suo partito voteranno contro l’accordo raggiunto fra il governo di Atene e i creditori internazionali. “I creditori ci stanno chiedendo 40 anni di sottomissione – ha detto Karatzaferis -. Ma la Grecia non si arrendera‘. La Grecia puo’ sopravvivere al di fuori dell’Europa ma non puo’ sopravvivere sotto uno stivale tedesco“. Secondo vari osservatori politici, il leader di estrema destra si e’ schierato contro l’accordo per tentare di recuperare i consensi elettorali per il suo partito persi in gran parte da quando il Laos ha cominciato a sostenere il governo Papademos.

Intanto da stamani tutta la Grecia e’ paralizzata da un nuovo sciopero di 48 ore proclamato dai maggiori sindacati del Paese. Un gruppo di manifestanti ha lanciato bombe incendiarie contro una decina di poliziotti in assetto antisommossa dispiegati nei pressi del Parlamento. Questi hanno reagito esplodendo candelotti lacrimogeni e mettendo in fuga gli aggressori. Il bilancio della giornata e’ stato di 10 feriti e sei fermati.

Domani, come e’ avvenuto oggi, tutti i settori del lavoro saranno fermi tra cui i trasporti pubblici (autobus, treni e metropolitane). Si astengono dal lavoro anche i liberi professionisti, i medici ospedalieri e gli avvocati. Chiusi anche scuole e ospedali dove sono garantiti solo i servizi di pronto soccorso. Sprangati anche i tribunali, le banche, le sedi delle Autonomie locali, come pure i musei e i siti archeologici. ansa



   

 

 

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